Il Tirreno

Grosseto

Giannutri a secco anche a Pasqua

di Samuele Bartolini
Giannutri a secco anche a Pasqua

Nessun cenno distensivo tra Consorzio e Fiora sulla maxi bolletta da saldare

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GIANNUTRI. Niente da fare. Cominciano le vacanze di Pasqua, qualche turista fa capolino a Giannutri, ma l’erogazione dell’acqua nell’isola non tornerà. Le posizioni rimangono distanti anni luce. La seconda udienza davanti alla giudice Maria Grazia Damonte del Tribunale regionale delle acque pubbliche ha certificato l’incomunicabilità delle parti. Consorzio dell’Isola di Giannutri e Acquedotto del Fiora non hanno trovato l’accordo. Di più. C’era l’ipotesi di allargare la trattativa al Comune dell’Isola del Giglio, ma l’amministrazione guidata da Sergio Ortelli ha risposto picche. Risultato: è scontro totale.

Nell’udienza di ieri a Firenze il Consorzio e il Fiora hanno continuato a litigare sulle oltre 100mila euro di bollette non pagate degli ultimi sette anni. E ora sarà la giudice Damonte a tagliare la testa al toro. La sentenza è attesa dopo Pasqua, ma potrebbe essere il 3 aprile come il 3 luglio. Insomma. La giudice potrebbe prendersi tutto il tempo disponibile. Ma la situazione si potrebbe ingarbugliare ancora di più.

Siamo infatti al primo grado di giudizio e nulla vieta che uno dei due contendenti, se uscirà una sentenza a lui poco gradita, possa ricorrere in appello. Col rischio che l’Isola di Giannutri rimanga senz’acqua anche tutta l’estate. Con buona pace dei residenti e dei turisti, ovviamente.

Le posizioni in campo sono note. Per il Fiora è il presidente Emilio Landi a riassumerle: «Noi siamo disposti a riaprire l’erogazione dell’acqua, ma solo se il Consorzio paga le bollette arretrate. I lavori alla rete idrica? La rete è privata, il costo dei lavori se lo deve accollare il Consorzio, noi intanto stiamo facendo l’accordo per risistemare le cisterne, ma il contatore deve stare subito dopo il dissalatore che sta a monte della rete». E facendo due conti, se i 180 proprietari di case di Giannutri pagassero ognuno la propria quota dei 100mila euro di arretrati avrebbero da sborsare 500-600 euro ciascuno. Ma il presidente del Consorzio dell’Isola di Giannutri Mauro Pica Villa ribatte: «Noi siamo disposti a pagare una quota dei 100mila euro, la quota restante può essere dilazionata nel tempo, ma il Fiora deve fare i lavori alla rete idrica e mettere i contatori dell’acqua uno per ogni casa».

Insomma. Lo scontro è su tutto: chi fa i lavori, chi e quanto paga, quanti contatori mettere e dove. E torna a galla la questione di fondo. La rete idrica di Giannutri è pubblica o privata? Per il Fiora la rete idrica è privata e il Consorzio «non può lavarsene le mani». Per il Consorzio la rete idrica è pubblica e tocca al Comune e al Fiora occuparsene. Mentre nessuno ha mai sciolto il nodo gordiano: l’atto d’obbligo datato 1975. Quando la società costruttrice poi fallita, la Porto Romano, si impegna a fare la rete idrica per poi cederla gratis all’amministrazione. Ma solo se il Comune la richiede e fa il collaudo. Bene.

La Porto Romano non ha mai finito i lavori, li ha fatti il Consorzio. Il Comune ha chiesto la cessione nel 2006, ma non ha mai fatto il collaudo. Tocca alla Damonte sciogliere il nodo gordiano.

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