La manifestazione
«Ecco come abbiamo abbassato la Tari»
L’assessora Petrucci spiega perché cala la tassa sui rifiuti: «Prima si prendeva per buona ogni letterina di Ato e gestore...»
GROSSETO. Negli ultimi due anni la bolletta della spazzatura dei grossetani è diventata più leggera. Ora si è capito perché. E soprattutto chi ringraziare: l’assessora Simona Petrucci, tecnico prima che politico, in quota FdI. Lei parla poco, non ama i riflettori. Le basta il gradimento del sindaco, dei cittadini, degli addetti ai lavori. E ieri, nel corso del consiglio comunale, ha mostrato ancora una volta la sua grinta.
Ci spiega, innanzitutto, perché si è arrabbiata e con chi?
«Con nessuno in particolare. Non ero arrabbiata. Ammetto, però, che mi dà fastidio, quando intervengo, vedere che pochissimi ascoltano, che qualcuno esce, che una netta maggioranza di consiglieri preferisce il proprio telefono alle mie parole. Così, ieri, siccome l’argomento mi sembrava importante, meritevole di attenzione e soprattutto di rispetto per lo sforzo che vi sta dietro da parte dell’ufficio e della sottoscritta, il malumore è arrivato alla lingua».
Quindi non si riferiva alla minoranza?
«No, mi riferivo a tutti, anche ai consiglieri di maggioranza. Non voglio che mi si dica brava, non mi interessa essere destinataria di complimenti (come poi hanno fatto Rinaldo Carlicchi e Pasquale Virciglio, da banchi opposti), ma almeno seguire, provare a capire. Io sono un tecnico. Oggi rivesto questo ruolo, domani potrei non occuparlo più. Sarà bene che chi fa politica, chi ha delle ambizioni, inizi ad ascoltare, a imparare. Sono quasi due anni, ormai, che faccio questo lavoro. Ci dedico buona parte della mia giornata e quando vedo superficialità, la ricerca dello scontro, della pagliuzza, della polemica, peggio ancora il disinteresse, faccio fatica a tacere».
La sensazione è che FdI sia ormai nel mirino della Lega.
«Non vedo cosa c’entra con i rifiuti, con l’ambiente e con il mio lavoro. Io non parlo di politica. Non è il mio ruolo».
Mettiamola così: l’assessore Cerboni incassa i complimenti per i meriti che sono soprattutto suoi. Non le dà fastidio?
«Non sono stupida. Ho occhi per vedere e orecchie per sentire. Il messaggio è passato in modo chiaro: il risparmio lo abbiamo realizzato noi, l’ufficio ambiente, mentre il collega Cerboni, con il suo ufficio, ha fissato la formula di ripartizione da applicare ai tributi, la più consona alla situazione economica che grava sui cittadini. E comunque Giacomo Cerboni lo stimo e lo ringrazio, credo ricambiata. Ha fatto bene il suo lavoro e non riusciranno a dividerci».
Ci può riepilogare le cifre in ballo?
«Nel 2017 il Comune attuò una riduzione della Tari del 5 per cento (per le famiglie) e dell’11 per cento (per negozianti e artigiani), grazie a un risparmio sul servizio di oltre 1 milione di euro. Quest’anno la cifra risparmiata è addirittura superiore. Il segno meno, anche per il 2018, interesserà infatti tutte le utenze: domestiche e non domestiche, con una ulteriore riduzione media, rispetto al 2017, del 6,3 per cento. Per una cosiddetta famiglia tipo la riduzione negli ultimi 18 mesi è stata dell’11 per cento, mentre per le attività imprenditoriali sarà dell’8 per cento rispetto al 2017 e tra il 13 e il 18 per cento dal 2016».
Perché chi ha governato prima di voi non ha realizzato questi risparmi?
«La delega all’Ambiente, ai tempi di Bonifazi, era stata suddivisa su tre teste. Noi abbiamo ricostituito l’ufficio ambiente e abbiamo avviato un lavoro capillare per capire dove e come si spendevamo decine di milioni di euro. Il risparmio è legato, tra gli altri, a costi per la gestione della ex discarica delle Strillaie. Altre economie sono state possibili rivedendo le entrate dovute al Comune per il disagio ambientale e dettagliando meglio i costi. Prima si prendeva per buona ogni letterina del gestore e ogni delibera dell’Ato. A mio avviso potremmo avere riduzioni anche nel prossimo Pef. Mi faccia citare qualcuno per questo lavoro: l’architetto Alessandro Bisdomini in primis, l’ufficio che sto stressando da quasi due anni e Nadia, Simone e Giulia, che fanno quotidiana sensibilizzazione nelle scuole e tra i cittadini».
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