Il Tirreno

Grosseto

Cassa di Campo Regio in stand-by Albinia dovrà aspettare il 2019

di Ivana Agostini
 Cassa di Campo Regio in stand-by Albinia dovrà aspettare il 2019

L’opera che dovrà garantire la sicurezza idraulica della frazione è complessa e prevede più cantieri L’Associazione Vita suona la sveglia a tre Comuni: «Via i vincoli dalle aree dove i lavori sono stati fatti»

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ALBINIA. La messa in sicurezza di Albinia è rimandata al 2019. L’associazione Vita – Volontari indipendenti territorio dell’Albegna – dopo un incontro con l’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni, il Consorzio di Bonifica e il Genio Civile, fa il punto sulla realizzazione della cassa di espansione di Campo Regio.

«Il Genio civile – dice Dario Santi, presidente dell’associazione – ha sottolineato che l’opera ha un iter burocratico complesso, aggravato dalla concomitanza di più cantieri e dai rapporti con gli enti che gestiscono i servizi, dalle linee telefoniche all’acqua, alle linee elettriche. La conferenza dei servizi esterna è prevista per la fine di marzo e il bando si ipotizza a fine anno».

Per iniziare a vedere i lavori di messa in sicurezza idraulica dell’abitato di Albinia bisognerà quindi aspettare il 2019. La cassa di espansione di Campo Regio è un’opera da circa 30 milioni di euro. Sulla realizzazione di essa, in molti hanno storto la bocca non solo per il rebus espropri ma anche per la vicinanza dell’opera al mare. Secondo la Regione però nessuna altra soluzione potrebbe garantire la sicurezza di Albinia.

Il Comitato non dimentica anche la questione dei vincoli idrogeologici che ci sono dopo le due alluvioni del 2012 e 2014. L’associazione invita le amministrazione di Orbetello, Manciano e Magliano a rimuoverli. «Tali vincoli – aggiunge Vita – oggi tengono in scacco lo sviluppo di molte zone e molte aree che potrebbero invece essere valorizzate. Il ridimensionamento dei vincoli non è legato al completamento di tutte le opere di messa in sicurezza idraulica».

Dopo le alluvioni sono state progettate alcune opere di messa in sicurezza: l’argine remoto (completato), il rifacimento degli argini del Magione – Radicata (completato) e la cassa di espansione di Campo Regio (ancora da realizzare). «Per la rimozione dei vincoli – dice l’associazione – non si deve aspettare la realizzazione della cassa di espansione di Campo Regio ma i Comuni hanno la possibilità di rivalutare gli scenari a seguito delle opere già completate e collaudate, e possono intervenire con i loro piani strutturali o i regolamenti urbanistici subito per liberare intanto alcune aree». Ridisegnare il territorio togliendo i vincoli da alcune aree, secondo l’associazione Vita «potrebbe essere fondamentale per la ripresa e lo sviluppo economico e sociale del territorio. Facciamo appello ai Comuni interessati – conclude Santi – affinché si attivino immediatamente per ridare una nuova speranza di sviluppo e di futuro al territorio» .

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