Attenzione
Bretella, bocciato pure il terzo tracciato
L’ultima modifica al progetto del raccordo Grosseto Nord-Castiglionese non piace al proprietario dei terreni da espropriare
GROSSETO. La terza prova è sempre quella buona, dice la saggezza popolare: e invece no. È stata rispedita al mittente la “variante” numero tre del progetto che disegna la futuribile bretellina smalti-traffico da via Uranio: ha detto niet anche all’ultima proposta che gli è stata messa sul tavolo da Provincia e Comune Rolando Guerri, l’allevatore grossetano di cavalli e asini amiatini, proprietario dei terreni che verrebbero in parte percorsi dal raccordo che dall’uscita Grosseto Nord della Quattro Corsie si innesterebbe direttamente sulla strada del Pollino e sulla Castiglionese, tagliando la Rugginosa e il canale del Diversivo, e decongestionando così il viale alberato di Verde Maremma attraversato da 24mila veicoli ogni giorno di cui 800 mezzi pesanti (i dati arrivano da un monitoraggio del settore mobilità e traffico del Comune).
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Si riparte da capo: a mettere mano al progetto questa volta però non sarà il team di geometri della Provincia, bensì un consulente della “controparte”, a cui Guerri affiderà il compito di progettare un percorso della bretella meno invasivo della sua proprietà agricola. Nel frattempo, il Consiglio di Stato potrebbe risolvere la questione prima che vada in porto la mediazione tra pubblico e privato.
Il terzo tentativo. La mattina del 26 marzo si è svolto il terzo incontro (in pochi mesi) tra Provincia e Comune da un lato e Guerri e il suo legale, Michele Greco del Foro di Grosseto, dall’altro; oltre a dirigenti e funzionari dei due enti pubblici e gli avvocati delle parti, erano presenti il consigliere provinciale di Forza Italia con delega alla viabilità Marco Biagioni e la consigliera della Provincia Gruppo Vivarelli Colonna Sindaco, Olga Ciaramella: furono loro, nell’estate 2017 a raccogliere il sollecito di un gruppo di residenti di Verde Maremma e a tirar giù dalla soffitta quel progetto della bretella sepolto sotto la polvere dalla Notte dei Tempi. A Guerri, vincitore di un ricorso al Tar contro l’esproprio dei suoi terreni che sorgono di fronte all’aeroporto, è stata mostrata la terza ipotesi di tracciato elaborata dai geometri della Provincia dopo che lui aveva bocciato le precedenti versioni.
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«La terza proposta – descrive Biagioni – è senza dubbio migliorativa: il nuovo tracciato invade di 56 metri in meno la proprietà di Guerri». Visto il progetto, l’allevatore però «è rimasto perplesso – aggiunge Biagioni – in quanto ritiene ancora eccessiva l’invasione dei suoi terreni». La questione non è semplice: «Si devono rispettare – spiega Biagioni – le regole del Codice della Strada, bisogna tener conto dei flussi di traffico, dei coni di visibilità, dei raggi di curvatura... È la tipologia di strada che necessità di essere costruita a dettare i parametri per il calcolo della progettazione: la bretella non può essere troppo stretta in quanto dovrà essere utilizzata da veicoli pesanti», altrimenti che senso avrebbe? Si intende costruirla per togliere camion e tir da viale Uranio.
Ultima chance. Di fronte ai dubbi di Guerri, la mediazione si è arenata, il tavolo si è sciolto ma tornerà a riunirsi. L’allevatore ha deciso che darà mandato a un professionista – un ingegnere – di valutare se l’ultimo tracciato è ulteriormente migliorabile dal suo punto di vista. Del resto Guerri è nel pieno dei suoi diritti visto che ha in mano una sentenza del Tar che gli dà ragione. Emerge inoltre che lui non abbia alcuna intenzione di ostacolare un’opera pubblica – che ridarebbe l’ossigeno e il quieto vivere almeno a 600 famiglie – e che il suo unico obiettivo è tutelare l’azienda agricola lasciatagli dal padre. Il professionista di Guerri dovrebbe fornire la sua valutazione nel giro di breve.
Carte bollate. Il Consiglio di Stato potrebbe nel frattempo togliere le castagne dal fuoco a tutti: nel 2015, infatti, il comune di Grosseto è ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza sfavorevole del Tar e nel 2016 ha sollecitato l’udienza che non è ancora stata fissata. Ma «L’auspicio è che possa essere trovata una soluzione condivisa – conclude Biagioni – senza attendere il giudizio del Consiglio di Stato: era del resto questo l’intento che mesi fa fece muovere Olga Ciaramella e me...».
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