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Grosseto

Musei chiusi d’inverno? È polemica

di Giulia Sili
Musei chiusi d’inverno? È polemica

Ipotesi per la riduzione dei costi a Massa Marittima. Strutture comunque aperte nei weekend, ma i cittadini protestano 

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MASSA MARITTIMA. Chiudere i musei di Massa Marittima durante il periodo invernale, aprendo comunque dal venerdì alla domenica, al fine di risparmiare e rinvestire nell’ambito della cultura: questa è l’ipotesi sulla quale sta lavorando l’amministrazione comunale e che ha già sollevato non poche polemiche. A maggio scadrà il contratto – oggi in proroga – con la cooperativa Colline Metallifere che da quindici anni gestisce tutti i musei comunali.

A breve verrà quindi fatta una nuova gara ma i musei non verranno più dati in concessione, com’è stato fino ad oggi, ma piuttosto i servizi museali verranno affidati in gestione. «Se l’assegnazione andrà in porto, in autunno ci saranno le prime riduzioni di orario garantendo comunque l’apertura dal venerdì alla domenica – spiega l’assessore alla cultura Marco Paperini – è un modo per razionalizzare le spese e offrire un servizio migliore in futuro». Tenere aperto ha un costo: «Abbiamo valutato che nel periodo invernale abbiamo una media bassissima di visitatori ovvero di circa un visitatore al giorno», spiega Paperini. «Non è deciso e si sta lavorando su un’ipotesi – commenta il sindaco Marcello Giuntini – La cooperativa che ad oggi gestisce i musei è in contratto di solidarietà e questo modello evidentemente non funziona più. Siamo andati a vedere alcuni dati e in linea di massima negli anni non aumentano le presenze nonostante ci sia stato un investimento in promozione dal punto di vista della rete museale. Nel periodo invernale ogni museo, solo nei giorni infrasettimanali, costa in media da 1.400 ai 1.800 euro con circa venti visitatori al mese. Fa eccezione la Torre. Ogni museo costa quindi circa 70 euro a visitatore: una spesa enorme. Per i gruppi si potrebbe comunque aprire prenotano e si può sistemare il discorso della reperibilità ma il problema è questo tipo di modello che è inefficace». Una chiusura che comporterebbe un risparmio che potrebbe andare dai 15mila ai 30mila euro che «dovranno essere completamente reinvestiti nei musei o nella promozione» commenta Giuntini. Una soluzione che però ha già trovato molti detrattori: «Un’amministrazione che si trovasse in difficoltà economiche, l’ultima cosa che dovrebbe fare è quella di chiudere un museo, anche solo parzialmente, per risparmiare risorse. Questo perché farlo rappresenterebbe una sconfitta per tutta la cittadinanza, significherebbe una resa incondizionata, la certificazione del fallimento della gestione della cosa pubblica, e ancora, se questo accadesse senza udire un coro di protesta, certificherebbe altresì il disastro di una intera comunità. Chiudere i musei, con queste modalità, sarebbe come decidere di chiudere il cimitero sei mesi all’anno e lasciare che ognuno avesse la possibilità di visitare i propri cari solo il sabato e la domenica» ha scritto sul suo blog il cittadino Rudi Renzi.

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