Sicurezza
Le migrazioni viste da Bonacina
Installate le grandi sculture dell’artista “adottato” da Montegiovi
CASTEL DEL PIANO . Da domenica scorsa e fino al 30 giugno, Castel del Piano ha piazze e palazzi “d’autore”. Nell’androne del palazzo pubblico, in piazza Madonna e a palazzo Nerucci, sono state installate le grandi sculture di Piero Bonacina e nel museo del cinquecentesco palazzo del centro storico, una intera stanza è stata dedicata all’esposizione di alcune opere di questo geniale artista adottato da Montegiovi.
La mostra di Bonacina reca il titolo “Noi siamo – we are” e in questa occasione l’artista ha donato al comune amiatino una sua opera, “l’albero dell’indifferenza”, una grande scultura in legno da cui parte il discorso dell’artista sulle migrazioni dei popoli. «Il filo conduttore di questo percorso – spiega l’assessora Romelia Pitardi referente dell’amministrazione comunale per il progetto - è questo grande tema delle migrazioni in tutti i tempi e infatti nella stanza a piano terra di Palazzo Nerucci l’artista ha istallato un’altra delle sue opere più significative “la barca dei migranti”. Nella stanza superiore del palazzo, invece, sono esposte una decina di altre creazioni di vario stile e fattura». Pitardi è entrata in contatto con Bonacina nel periodo estivo, quando l’artista aprì il suo laboratorio ai bambini che frequentavano i corsi estivi comunali: «Rimasi molto colpita dalla straordinaria capacità che l’artista ha di comunicare al pubblico emozioni e pensieri. E poi il suo giardino delle meraviglie mi incantò. Dunque ci accordammo per questa mostra».
Intanto in piazza Madonna hanno trovato spazio altre due sue sculture, un grande uovo circolare e una colonna dove sono assiepati profili che accompagnano le linee delle stesse sculture. Un’umanità globale e sofferente, che Bonacina ama raffigurare in molte sue creazioni. Originario di Lecco, l’artista ha trovato a Montegiovi, frazione di Castel del Piano, la sua seconda patria e qui si e stabilito fin dagli anni 80 quando ha iniziato a raccogliere le sue opere nel suo giardino, oggi divenuto un parco, aperto al pubblico, che ha chiamato “Arte a parte” e che ospita tutte le sue opere, sculture in ferro, cemento, legno, pietra arenaria di Manciano, travertino di Saturnia. L’idea è di creare un connubio e un dialogo fra arte creata dall’uomo e natura quasi spontanea del giardino, dove Bonacina espone pezzi particolarissimi. Nel giardino di Montegiovi spicca immediatamente la passione per il riciclo, ma Piero scolpisce anche la pietra, lavora il ferro, usa cemento colorato per le sue sculture. Si vedono uomini danzanti in cerchio, migranti in fuga nel Mediterraneo, cerchi di botte che diventano grovigli metallici, uno spaventapasseri vegetale. Si effettuano visite guidate e, su prenotazione, laboratori didattici. La mostra di Castel del Piano resta aperta fino al 30 giugno (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
