Sicurezza
Farmaci fino a casa e sicurezza in mare Ci penserà il drone
La sperimentazione presentata ieri a Punta Ala da Asl e Cri Potrà garantire servizi anche in zone periferiche e sulle isole
PUNTA ALA. Ieri mattina a Punta Ala, nello spiazzo davanti allo Yacht club, c’è stata una prova interessante di un drone: nell’arco di qualche mese, probabilmente a fine anno, l’idea è quella che questo veicolo aereo venga impiegato in servizi per la persona, dai trasporti di medicinali e emoderivati, o come “occhio” per la sorveglianza e ricerca.
A darsi appuntamento a Punta Ala sono stati i responsabili della Croce Rossa (quella di Castiglione ha fornito un mezzo), con i tecnici che in questa prima fase guidano materialmente il drone, guidati dal dottor Massimo Mandò, direttore del dipartimento d’emergenza urgenza dell’Asl Toscana Sud Est che supervisiona il progetto, ma anche dirigenti dell’Enac, dell’Enav e i militari della capitaneria di porto, tutti molto interessati a quello a cui che stavano assistendo e vedendo.
Insieme al sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani che ha fatto gli onori di casa, si è presentato anche il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, appena ripescato ed eletto nel collegio della Maremma.
Tutti sono rimasti con gli occhi all’insù mentre il drone, un veicolo di prova, spiccava il volo e volteggiava fra il mare e la pineta di Punta Ala. «Come medici vogliamo rimanere al passo con i tempi – ha spiegato proprio il dottor Mandò – e grazie alla tecnologia, in questo caso un drone, si possono raggiungere obbiettivi importanti. I test che facciamo in questi giorni (la prova si concluderà oggi) vanno in questa direzione. Se tutto procede come nella tabella di marcia, la speranza è di rendere operativo il servizio entro fine anno. Gli scenari per operare con un veicolo del genere sono enormi: dal trasporto dei medicinali alla sorveglianza e recupero». Il dottor Mandò ha poi aggiunto: «Il messaggio che vogliamo mandare è che il servizio non parte certo domani, ma le prime prove stanno dando esiti più che concreti. È stata scelta Punta Ala – ha sottolineato il responsabile del dipartimento emergenza urgenza dell’Asl Toscana sud est – proprio per le particolarità del territorio, sul mare ma vicino alle colline. La Maremma ha un’estensione eccezionale, una delle più grandi d’Italia, e pensate a quante mansioni si potranno fare, con riduzione di costi e soprattutto tempi. È sicuramente il futuro, e noi volgiamo farci trovare pronti».
Il drone che poi sarà impiegato avrà caratteristiche ben diverse da quello in prova a Punta Ala.
Potrà trasportare pesi fino a 30 chili (ma la speranza è anche di più) e raggiungere distanze notevoli, circa 30-40 chilometri, raggiungendo per esempio le isole o luoghi impervi in breve tempo rispetto ai mezzi di terra, in tutta sicurezza e con costi decisamente ridotti.
I droni sono dei veri e propri aeromobili che possono pesare anche 60 chili, con caratteristiche tecniche simili a un elicottero, capaci di volare radiocomandati a distanza e adoperati prevalentemente per videoriprese e foto aeree, anche in ambito militare.
Tecnologicamente all’avanguardia e con questa sperimentazione vengono impiegati per la prima volta in ambito sanitario. I modelli del progetto sono dotati di una telecamera ad alta definizione, che consente una visione nitida e dettagliata della superficie sottostante anche durante la notte, grazie al sensore termografico in grado di rilevare la temperatura umana.
Al progetto ha collaborato anche l’Università di Bologna costruendo il contenitore porta farmaci con uno speciale materiale che, dopo aver impostato la temperatura interna per mezzo di una sorta di termostato, permette di mantenerla costante fino all’arrivo del drone nel luogo richiesto, evitando in tal modo alterazioni del medicinale nonostante gli sbalzi termici.
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