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Uno scenografo fa rinascere il trimarano speciale

Uno scenografo fa rinascere il trimarano speciale

ORBETELLO. Per tanto tempo, Matteo Belletti, 47 anni, originario di Roma e un passato da scenografo, a Talamone veniva solo in vacanza. Per anni ha visto ormeggiato un trimarano giallo con una grossa...

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ORBETELLO. Per tanto tempo, Matteo Belletti, 47 anni, originario di Roma e un passato da scenografo, a Talamone veniva solo in vacanza. Per anni ha visto ormeggiato un trimarano giallo con una grossa scritta blu. Un’immagine che anno dopo anno lo ha accompagnato nelle sue visite a Talamone, fino a quando nel borgo garibaldino ha scelto di venirci a vivere. Quell’imbarcazione, bella e imponente, se ne stava lì ormeggiata alla sua boa all’inglese del porto in totale abbandono dopo un passato di avventure emozionanti. Il trimarano si limitava a essere cullato dal mare destinato a un lungo riposo forzato diventando punto di appoggio per gabbiani e cormorani.

Col passare del tempo nella mente di Matteo si è fatta avanti una convinzione: quel trimarano non poteva starsene lì ormeggiato per sempre. Così, nel 2013, ha deciso di comprarlo per farlo tornare a nuova vita.

L’imbarcazione fu costruita negli anni ’80 da Mario Silvestri, noto personaggio eclettico e inventore locale che, sui progetti di Arthur Piver e Norman Cross, realizzò da zero un prototipo che reinterpretò alcune caratteristiche di entrambi. Il “Silvestri” venne così costruito da un solo uomo, nell’ex piazzale di Talamone dove ora c’è il parcheggio. Come allora, oggi, un uomo da solo, Matteo, ha deciso di sistemarlo, modificarlo e farlo tornare in mare. «Dopo aver navigato alcuni mesi su un catamarano ben più grande e moderno – racconta Matteo – sul quale ho scoperto cosa sono i multiscafi e cosa ti permettono di fare, ho deciso di comprare “Il Silvestri”. Quella barca che non ha mai avuto un vero nome, da alcuni mesi, dopo 18 lunghi anni fermo al gavitello, ora è in cantiere. «Il mio scopo – continua Matteo – è fare rinavigare una barca che ha il potere di sorprendere e regalare sensazioni forti in relax e in sicurezza. Grandi spazi per prendere il sole, una grande velocità a vela».

Nella parole e negli occhi di Matteo Belletti c’è tutto l’entusiasmo e l’emozione di realizzare finalmente un sogno. Il Silvestri nelle scorse settimane è entrato nel Fossino. «È stata una vera impresa – racconta l’ex scenografo – con tante persone che assistevano incredule all’ingresso in un canale dove per entrare ho calcolato tutto al millimetro». Difficile anche trovare un cantiere a causa delle dimensioni della barca: lunga dieci metri, larga 7. Matteo sta realizzando da solo le modifiche. Il Silvestri cambierà volto. Non solo un restauro ma anche un ammodernamento: Matteo ha realizzato anche la tuga che non c’era. Adesso dentro la barca si sta in piedi comodamente. Tolto anche l’albero di mezzana. L’armo tornerà a un albero solo con una randa più grande per una gestione più semplice e moderna. Anche il colore cambierà, dal giallo si passerà al grigio. Matteo lavora alla barca dal 2014. Fra poco partirà per lavoro e affiderà il compito dei piccoli restauri ad altri, ma il grosso spetta a lui. Solo lui sa cosa vuole fare e come. «L’idea è quella di offrire la barca ai velisti ma non solo – aggiunge Matteo Belletti – per trascorrere giornate in mare a vela su una barca particolare che offre non solo velocità ma anche comodità con grandi spazi per prendere il sole». Dopo anni al Silvestri si potrà tornare a dire “buon vento”.

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