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Professionista e (con)vincente dopo il terzo ko
Debutto felice per il pugile Simone Giorgetti La supergallo Cannizzaro sul tetto del mondo
GROSSETO. Simone Giorgetti non ha deluso le aspettative e sul ring dell’Indastrya di Reggio Calabria ha collezionato la prima vittoria nei professionisti.
La città di Canapone, terra di pugili, non vedeva un professionista fatto in casa da almeno dieci anni. Sabato sera il ventiseienne che da sempre si allena alla palestra Fight Gym seguito dal maestro Raffaele D’Amico, ha combattuto per la scuderia di Rossana Conti Cavini che ha portato a casa due enormi soddisfazioni: la vittoria di Giorgetti e il titolo mondiale, nella categoria supergallo della pugile - avvocato reggina Amira Cannizzaro.
Giorgetti, 69 chili di peso, ha incrociato i guantoni con l’ungherese Attila Dobolan, che ha gettato la spugna alla quarta ripresa. Ne avrebbe dovute combattere sei nella categoria super welter, ma poco dopo metà gara ha deciso che la sua serata di gloria finiva lì, consegnando la vittoria al giovane grossetano.
È stato un debutto emozionante quello di Giorgetti, arrivato a Reggio Calabria con il maestro D’Amico, con lo staff della scuderia di Rossana Conti Cavini e con la campionessa del mondo Emanuela Pantani che lo ha assistito all’angolo.
Simone aveva già dimostrato di avere la stoffa del campione da quando, dopo un passato da kickboxer, ha deciso, quattro anni fa, di indossare fasce e guantoni e portare in alto il nome della boxe grossetana. Dopo aver vinto una medaglia d’argento al penultimo campionato italiano e dopo essere entrato nel giro della Nazionale e aver indossato per quattro volte la maglia azzurra, il “Bandito” della Fight Gym ha dimostrato sul ring come la passione, la determinazione, la forza, il coraggio e la tecnica fossero qualità ben miscelate nel suo Dna.
La soddisfazione per la vittoria di Giorgetti, che ha provato il brivido di farsi alzare il braccio del campione dall’arbitro dopo tre riprese combattute e dopo che alla quarta il suo avversario decidesse di abbandonare il ring, è stata in parte anche la vittoria dei suoi tanti amici che con lui frequentano la palestra grossetana e che hanno deciso di essere presenti a questo appuntamento, almeno con il nome dei loro locali e dei loro negozi, stampigliato sui pantaloncini.
Emozioni che sono esplose al suono del gong, quando Giorgetti ha scoperto il sapore della vittoria anche nei professionisti e quando, felice come un bambino, ha simulato un balletto e un inchino sul ring. Un omaggio al pubblico di Reggio Calabria, un saluto agli amici che da Grosseto seguivano il match con il fiato sospeso, un abbraccio all’avversario che alla quarta ripresa ha sventolato la bandiera bianca. Il bandito della boxe che porta tatuato sull’addome il brigante Tiburzi, mito e leggenda della Maremma, ce l’ha fatta: è entrato in un mondo, quello dei professionisti e lo ha fatto con il passo leggero e sicuro utilizzato migliaia e migliaia di volte per saltare la corda.
La scuderia di Rossana Conti Cavini, nella serata di pugni organizzata a Reggio Calabria, ha fatto il pieno, anche con il titolo iridato di Amira Cannizzaro che ha vinto ai punti nei super gallo, versione Ubc (Universal Boxe Council) contro l’argentina Daniela Barbara Rivero dopo un match intenso e dopo essere stata colpita con una testata al naso dalla sua avversaria.
I chilometri percorsi dalla scuderia, da Giorgetti e dai maestri della Fight Gym D’Amico e Pantani sono stati molti ma la strada di ritorno da Reggio Calabria, questa volta, è stata tutta in discesa.
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