Il dolore
«Meno tutele per i lupi: sì da Firenze»
Barbagli: «Anche la Regione Toscana sta con Bolzano e Trento»
GROSSETO. L’assessore all’agricoltura della regione Toscana Marco Remaschi ha ricevuto il 20 marzo il capogruppo di minoranza A/gente comune di Cinigiano Giovanni Barbagli che aveva chiesto un incontro sui temi di grande attualità di predatori e ungulati.
Abbastanza soddisfatto dalle delucidazioni ottenute il capogruppo cinigianese che specifica che «la notizia più importante è l’adesione della Regione alla petizione promossa dagli assessori di Bolzano e Trento denominata “abbassare il livello di tutela del lupo”. La valutazione della Regione – riferisce Barbagli – è quella di non promuovere petizioni sparpagliate, ma di sostenere la petizione di Bolzano che ha già raccolto più di 12 mila firme». E in effetti dalla regione Toscana si convalida quanto riferito da Barbagli perché, si fa notare, i contenuti della petizione corrispondono alla posizione assunta formalmente dalla Regione Toscana con la lettera inviata al Ministero dell’Ambiente lo scorso 23 ottobre sottoscritta insieme alla Regione Veneto e, appunto, alla Provincia di Bolzano dove si chiede di poter attuare un prelievo controllato del lupo che ormai si sta diffondendo a macchia d’olio nelle campagne e nelle montagne di queste regioni. «Come gruppo comunale invitiamo tutti gli interessati a sottoscrivere online la petizione che si trova nel sito change.org», sottolinea Barbagli che aggiunge: «La Comunità Europea ha finalmente accolto la richiesta della Regione Toscana per superare il cosiddetto “de minimis” che considerava questi rimborsi come aiuti di Stato alle aziende, pertanto verrà rideterminata l’entità del rimborso per i danni subiti, mentre sono in corso i risarcimenti relativi al 2016/17. Infine – aggiunge – ci hanno detto che è allo studio tra l’assessorato alla agricoltura e l’assessore alla sanità il progetto di cimiteri aziendali per i capi abbattuti».
Affrontato da Barbagli anche il problema ungulati: «Le novità principali sono le seguenti: sono stati aumentati i tempi di caccia selettiva ai cinghiali e l’anno 2017 è quello di verifica dei risultati raggiunti. Resta la proliferazione di questi animali oltre il limite di equilibrio e la caccia non riesce a diminuirne la presenza anche in conseguenza della diminuzione del numero dei cacciatori. Ecco che allora aumentando i tempi di caccia ci si augura di abbassare il numero di questi animali. Oggi viene portata in Giunta Regionale la delibera che prevede il riordino degli ATC (ambiti territoriali) e l’attività di controllo e di caccia anche nelle aree protette. E infine un gruppo tecnico regionale ha il compito di ridefinire i criteri per i rimborsi da danneggiamenti alle colture da parte dei cinghiali ma anche dei caprioli e dei daini».
Fiora Bonelli
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