Il Tirreno

Grosseto

Ex casa dello studente «Nella progettazione ascoltate anche noi»

di Francesca Ferri
Ex casa dello studente «Nella progettazione ascoltate anche noi»

Alla Cittadella i ragazzi chiedono spazi per i pendolari, per la mensa e per fare i compiti. E sono pronti a mobilitarsi

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GROSSETO. Pronti a scioperare se il Comune non ascolterà anche le loro esigenze e le loro proposte sull’ex casa dello studente. Che loro vogliono a tutti i costi liberare dall’avverbio “ex” per farla tornare di nuovo la loro casa.

Il rappresentante di istituto del liceo Rosmini, Cristian Marchini, della segreteria scuola dei Giovani democratici, rivendica a nome dei ragazzi e delle ragazze della Cittadella dello studente il diritto a essere coinvolti nella riprogettazione degli spazi oggi disabitati dell’edificio che si trova proprio alla Cittadella.

Perché va bene la finalità sociale, è giusto trovare uno spazio per gli anziani. Ma perché un edificio nato come casa dello studente non può di nuovo essere a disposizione degli studenti, visto che in città mancano spazi proprio per loro, per i pendolari, per chi ha bisogno della mensa o di un luogo dove fare i compiti?

Le domande arrivano alla vigilia della risoluzione dell’accordo tra Comune e Diocesi sull’uso dell’edificio, oggi in discussione in consiglio comunale. E, con Marchini, lo chiede anche il consigliere comunale del Partito democratico Marco Di Giacopo.

Come è noto, dopo la rinuncia della Diocesi a realizzarvi la sede unica della Caritas, l’immobile è tornato al Comune che ci vuol fare appartamenti per anziani, minori in difficoltà e un centro diurno per adolescenti e giovani. Per i lavori la Regione ha stanziato 1,4 milioni di euro.

In vista di questo progetto, Di Giacopo ha incontrato venerdì i rappresentanti d’istituto del Rosmini, del Leopoldo II di Lorenza e dell’alberghiero. Il ragazzi hanno espresso la volontà di essere protagonisti nella progettazione. «Credo sia opportuno – dice Di Giacopo – che l’amministrazione avvii un processo di partecipazione e dialogo con il mondo della scuola: presidi, docenti e non ultimi in ordine d’importanza gli studenti. Non è solo il nome a suggerici che quel posto debba andare incontro alla realtà studentesca, ma anche l’ubicazione essendo al centro del maggiore polo studentesco della provincia». Di Giacopo suggerisce aule studio, una mensa convenzionata per gli studenti pendolari, luoghi per attività extrascolastiche e di formazione.

Per il consigliere è «lodevole e importante che il Comune abbia previsto degli appartamenti per l’assistenza di anziani e persone con difficoltà, ma – aggiunge – questo non deve privare gli studenti e la scuola di un luogo con queste funzionalità nella migliore collocazione possibile».

«Il corpo studentesco della Cittadella è composto per buona parte da pendolari – aggiunge Marchini – e una struttura che recepisca le loro necessità è utile quanto fondamentale. In alcuni casi, come per gli studenti dell’Isis Leopoldo di Lorena, sarebbe un ottimo luogo in cui fare alternanza scuola lavoro, poiché spesso sono costretti a spostarsi notevolmente».

Discorso a parte è la mancanza, in città, di un posto per fare l’assemblea di istituto. Non tutte le scuole superiori ce l’hanno. «Per esempio la nostra scuola ne è orfana ormai da quattro anni – dice Marchini –. Quindi chiedo che la voce di chi rappresento venga ascoltata, altrimenti rivendicheremo il nostro diritto di sciopero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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