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Agguato dei lupi, sette montoni sbranati nell’agriturismo

di Fiora Bonelli
Agguato dei lupi, sette montoni sbranati nell’agriturismo

Gli ovini erano tenuti in un recinto a 50 metri da casa quando sono stati attaccati da un branco di canidi

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MANCIANO. Un nuovo agguato dei lupi. Strage di montoni a Manciano. I predatori ne uccidono ben sette. E ora il titolare dell’azienda, che possiede anche un agriturismo, teme che la presenza di predatori a pochi metri dalla struttura possa mettere in pericolo i suoi ospiti, soprattutto famiglie con bambini, nella imminente stagione primaverile ed estiva.

Il fatto, che ha privato l’azienda di tutti i riproduttori (con un danno economico secco di migliaia di euro perché un ariete costa circa mille euro) è accaduto martedì, all’agriturismo Le Murelle dell’imprenditore Dante Miani che ha qui un’impresa agricola con agriturismo e caseificio aziendale. Un suggestivo complesso agricolo, con le pecore, gli arieti, il pollaio. E poi piccoli animali selvatici, ricci, tassi, volpi, istrici. Atmosfera contadina, con animali e ambiente tipico delle colline toscane.

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Gli arieti sono animali grandi, erano protetti da una rete alta circa due metri e si trovavano a nemmeno 50 metri dall’abitazione del proprietario, convinto che «quello che ha potuto uccidere ben sette arieti grandi e forti – dice Miani – era di certo un branco di predatori. Se ne vedono le tracce, tantissime, proprio vicino alla nostra abitazione, dentro un recinto dove gli animali si trovavano e che è stato oltrepassato dai canidi».

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Miani aveva isolato gli arieti dal branco di pecore che in questo momento stanno producendo latte. «Li avevo sistemati – dice – credevo al sicuro, protetti da una rete alta, non di quelle antilupo, a due passi da casa, accanto al pollaio. Martedì mattina li ho trovati nel campo: sei sgozzati e uno sbranato. Un disastro».

Nei giorni scorsi Miani aveva notato che il gregge era spaventato. «Mi è accaduto in passato di avere qualche predazione, ma di lieve entità. Ho pensato subito a qualche volpe, che spesso si aggira qui attorno. Invece era ben altro. Questo è un branco, aggressivo e nemmeno affamato, perché solo un ariete è sbranato. Gli altri sono azzannati alla gola ma non mangiati».

E adesso il proprietario de Le Murelle è preoccupatissimo. «Le persone che vengono in agriturismo amano passeggiare proprio dove sono stati uccisi i sette arieti. E ora non mi sento tranquillo per gli ospiti. Vengono a vedere istrici, volpi e tassi ma non certo questi canidi che mi hanno sterminato il gregge, che si avvicinano pericolosamente alla casa e che temiamo possano aggredire anche l’uomo. In Maremma non devono esistere queste cose. Troppo pericoloso. Fatti così ti rovinano un’economia. Se per caso c’è qualcuno che vuole ricreare l’habitat naturale primitivo, ha trovato la strada giusta. Ce ne andremo e lasceremo il territorio a lupi e vipere».

Intanto nella stessa zona dove Miani ha l’azienda continuano gli avvistamenti dei predatori, sempre più fitti, da parte di molti testimoni. Uno di loro, Virgilio Manini rammenta: «Circa due anni fa un gruppo di noi allevatori denunciò agli organi di polizia e al sindaco di Manciano la presenza di predatori in zona che già allora si avvicinavano alle case, anche di giorno. Oggi gli avvistamenti sono aumentati e si chiede agli organi di polizia di farsi carico del problema e proteggere i cittadini».
 

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