Il Tirreno

Grosseto

In cinquemila vedranno papa Francesco

di Giovanna Mezzana
In cinquemila vedranno papa Francesco

Nomadelfia apre la visita anche a chi non appartiene alla Comunità: 1.500 posti alle parrocchie, 3mila prenotabili online

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GROSSETO. La visita di papa Francesco a Nomadelfia – il 10 maggio – non sarà un incontro esclusivo riservato alla comunità di don Zeno Saltini. Il pontefice giunge in Maremma unicamente per incontrare i nomadelfi – rammenta il vescovo Rodolfo Cetoloni – ma loro hanno deciso di condividere questo dono – graditissimo quanto inaspettato – con il maggior numero possibile di ospiti: tanti quanti ne consente un vincolo posto solo per ragioni di ordine pubblico e sicurezza. E così in cinquemila potranno assistere all’arrivo del Santo Padre direttamente nell’enclave di spiritualità che si apre alle porte di Grosseto: a Nomadelfia. Cinquecento saranno i nomadelfi, cioè la comunità più un gruppo di figli (nati o vissuti lì); 1.500 i posti attribuiti alla Diocesi di Grosseto e dunque alle parrocchie; 3mila quelli prenotabili online sul sito www.nomadelfia.it. «Aprire le porte della nostra comunità – dice Francesco Matterazzo, presidente di Nomadelfia – è per noi il segno di quanto siamo grati a questa terra, la Maremma, che ci ha accolto e ha permesso a Nomadelfia di salvarsi».

Il “trapianto”. Sono le 15 del 21 marzo (ieri) quando Francesco di Nomadelfia e il vescovo Rodolfo annunciano – a Palazzo vescovile – che la visita di papa Francesco sarà “aperta”. Sono passati 69 anni dal 21 marzo del 49, giorno in cui un gruppo pioniero di nomadelfi si trasferì dall’Emilia-Romagna a Grosseto, deponendo il seme di quello che sarà «il trapianto della salvezza». Quando, infatti, agli inizi degli Anni ’50, il progetto di don Zeno di dare una famiglia vera a più di 600 minori orfani ospiti nell’ex campo di concentramento di Fossoli rischiò di naufragare, fu in Maremma che il sacerdote di Carpi ritrovò il cammino. Cacciato con i suoi ragazzi da Fossoli, imputato a Bologna per bancarotta fraudolenta, tenuto a distanza dalle alte gerarchie ecclesiastiche, “dimenticato” dalla Democrazia Cristiana, don Zeno ri-innestò Nomadelfia a due passi dal cuore di Grosseto, nel borgo-tenuta agricola – quattro chilometri quadrati di terreni – donato provvidenzialmente da Maria Giovanna Pirelli, figlia primogenita dell’industriale Alberto Pirelli. Oggi i nomadelfi non avrebbero potuto godere appieno dell’immensa gioia della visita papale da soli, “separatamente”: «Perché ci sentiamo parte di questa terra – dice il presidente Francesco – che ci ha accolto e ha salvato la nostra comunità». “Aprire i cancelli”, anche se a Nomadelfia di cancelli non ce ne sono mai stati – chiunque può recarsi là per guardare struzzi e cavalli o fare trekking – «è stato per noi un gesto naturale – aggiunge – che rappresenta, del resto, la nostra proposta di vivere una vita fraterna».

La visita. È dal 2 febbraio – cioè da quando la Sala Stampa del Vaticano ha annunciato la visita di papa Francesco – che la comunità e il vescovo Rodolfo hanno cominciato a sentirsi e incontrasi ripetutamente per organizzare al meglio il grande evento. Il programma già reso noto dalla Santa Sede è confermato: il pontefice atterrerà al campo sportivo di Nomadelfia con l’elicottero intorno alle 8 del 10 maggio. Sosterà in preghiera sulla tomba di don Zeno e dei primi nomadelfi, poi sarà ospite del gruppo familiare Poggetto. Infine, nella sala don Zeno – che può accogliere 700 persone – incontrerà tutta la comunità di Nomadelfia e gli amici, prima di ripartire, intorno alle 9.30, per Loppiano.

Come partecipare. Dal 19 marzo sul sito web www.nomadelfia.it sono aperte le iscrizioni online, fino ad esaurimento posti, che consentono di assistere all’arrivo del papa a Nomadelfia: 3mila sono i posti di cui mille sono già stati “opzionati” in 48 ore. Ci si può iscrivere anche telefonando al 335-6821554, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12. 30 e dalle 15 alle 17, e il sabato dalle 9 alle 12. 30. Oppure, ancora, ci si può fare avanti tramite le parrocchie; alla Diocesi sono infatti riservati 1.500 posti che saranno ridistribuiti fra le 50 parrocchie: 100 ad ogni parrocchia di città, mentre i restanti posti verranno suddivisi fra le parrocchie delle altre zone pastorali; verranno seguite le modalità sperimentate per il pellegrinaggio diocesano a Montenero: ogni parrocchia raccoglierà le iscrizioni e organizzerà pullman per raggiungere Nomadelfia.



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