Sicurezza
Condannato per un «dispetto» alla ex
Ispettore della polizia municipale sotto accusa per un parere negativo alla domanda di trasferimento
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Le avrebbe fatto «un dispetto», perché non aveva rimandato indietro la domanda di trasferimento di residenza della donna con la quale aveva avuto una relazione sentimentale, poi interrotta. Un abuso d’ufficio contestato a un ispettore della polizia municipale di Castiglione della Pescaia, condannato a 6 mesi dal Tribunale (Puliatti presidente, Muscogiuri, Stramenga).
La stessa pena chiesta dal pm Salvatore Ferraro: «Avrebbe dovuto astenersi dal curare la pratica di cambiamento di residenza e certamente invece, trattandola, voleva danneggiare la parte offesa», che non si è costituita nel processo. Una situazione conflittuale aggravata, secondo l’accusa, dal fatto che l’imputato non si era rassegnato alla fine della lunga relazione. «L’ispettore fece una relazione negativa, tra l’altro senza far compilare il modulo Istat previsto dalla normativa. Aveva scritto che lei viveva a Grosseto e non a Castiglione della Pescaia e quindi aveva determinato il rigetto della domanda di trasferimento. Che venne concesso solamente dopo il secondo controllo, effettuato da altro personale», ha argomentato il pm. Ciò che era emerso, invece, ancora secondo l’accusa, era che la donna a Castiglione aveva un lavoro e una casa di sua proprietà. E a giudizio del pm c’era stato un danno: “La donna ha dovuto presentare delle memorie per vedersi riconosciuto il trasferimento”.
Di tutt’altro avviso il difensore, l’avvocato Patrizia Fabiani: «Lui sapeva benissimo, proprio per conoscenza diretta, che la donna non viveva a Castiglione e che in paese aveva una casa per le vacanze. Lo sapeva anche perché nei piccoli centri accade spesso così. Tra l’altro, il personale del Comune addetto agli accertamenti era poco numeroso. Tra l’altro la convivenza era stata molto lunga. Lui comunque non risultava come responsabile del procedimento, che infatti è in carico ad altra persona; lui era responsabile solo dell’accertamento della residenza. E comunque dov’è il danno? A lei? All’amministrazione comunale? No, non c’è stato alcun danno. E iIn quindici giorni lei aveva avuto quanto ri chiesto». L’istruttore è stato assolto invece per un tentativo di violenza privata nei confronti della donna (il fatto non sussiste). p. s.)
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