Il Tirreno

Grosseto

Uniti per far crescere l’Amiata del turismo

di Fiora Bonelli
Uniti per far crescere l’Amiata del turismo

Politici, imprenditori e operatori si sono incontrati al rifugio Cantore. Piancastagnaio non si presenta

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MONTE AMIATA. L’Amiata deve stare unita per sperare di poter decollare in ambito turistico.

Lo suggerisce la Regione toscana e lo riconoscono istituzioni e operatori. Ma Piancastagnaio non ci sta e diserta l’appuntamento.

Gran giornata in Amiata, al rifugio Cantore, dove martedì mattina si sono incontrati politici, istituzioni, operatori della montagna, imprenditori di tutte e due i versanti per confrontarsi sul progetto “Destinazione Amiata” e in particolare su “Destinazione vetta”.

Un’idea sostenuta dalla Regione fin dall’aprile 2016 con la firma di un protocollo fra Comuni e Regione stessa, quello che si attende da destinazione Amiata, e in specie quali interventi prioritari nella parte alta della montagna.

Lo hanno detto imprenditori e politici in numerosi interventi che sono cominciati dalle 11 di martedì: conclusione del progetto dell’innevamento artificiale, rinnovamento degli impianti di risalita ormai vecchi e valorizzazione di iniziative “non solo neve” per un Amiata da godere in tutte le stagioni.

La convinzione di tutti, ribadita anche dagli esponenti regionali presenti, l’assessore Stefano Ciuoffo e i consiglieri Simone Bezzini e Stefano Scaramelli, è che la montagna deve essere unita e superare le divisioni fra versanti che ne hanno rallentato lo slancio e l’entusiasmo: «La Regione farà la sua parte – hanno detto i tre politici – con bandi a cui l’Amiata potrà partecipare ed essere tenuta in considerazione».

Il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci è soddisfatto, anche se riconosce che questo è solo un punto di partenza e c’è molto da fare ancora: «Noi come Castel del Piano – dice – siamo pronti a fare la nostra parte e ben volentieri mettiamo a disposizione il consorzio Amiata sviluppo di cui Castel del Piano è socio di maggioranza, per creare il soggetto unitario Amiata. Per ciò che riguarda poi gli interventi da attuare nella parte alta della montagna, stiamo predisponendo una variante allo strumento urbanistico per permettere certe tipologie di interventi, bagni ad esempio, e aree attrezzate per roulottes. Il valore della giornata – sottolinea Franci – è che forse per la prima volta c’è stata una partecipazione corale e unitaria di tutti i protagonisti della macchina turistica della parte alta della montagna: dai ristoratori agli albergatori, ai maestri di sci, agli impiantisti, e via dicendo. C’è attesa, entusiasmo e soprattutto proposte. Ma in questa fase in cui la Regione ha promesso di tenere in considerazione la montagna nei propri bandi, occorre essere uniti e trasformare le caleidoscopiche forze amiatine in un unico grande contenitore».

All’entusiasmo della giornata, però, si contrappone la dura presa di posizione del sindaco di Piancastagnaio Luigi Vagaggini che non si è presentato all’incontro: «Come sindaco e come Comune – spiega – non eravamo presenti all’incontro, in quanto non consideriamo quell’appuntamento di carattere istituzionale, che, di norma, prevederebbe di invitare il presidente, gli assessori e i consiglieri sia di maggioranza che di opposizione di qualunque espressione politica rappresentata. Un evento ancora una volta passerella per i rappresentanti del partito democratico – continua Vagaggini – gli unici invitati all’incontro, una situazione del resto già verificatasi alla firma del protocollo nell’aprile 2016, quando Piancastagnaio fu comunque presente col suo assessore alle attività produttive Franco Capocchi. Sono dispiaciuto – chiude Vagaggini – per gli operatori turistici, gli imprenditori e tutti coloro che sul progetto si stanno impegnando a cui va comunque la mia stima e il mio sostegno come cittadino dell’Amiata».

Fiora Bonelli

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