La manifestazione
Ragazzi down, è nella comunità che si trova l’autonomia
GROSSETO. L’Aipd di Grosseto, Associazione italiana persone down, sarà presente, domani, dalle ore 9, al centro commerciale Aurelia antica, in occasione della XIII giornata delle persone con sindrome...
GROSSETO. L’Aipd di Grosseto, Associazione italiana persone down, sarà presente, domani, dalle ore 9, al centro commerciale Aurelia antica, in occasione della XIII giornata delle persone con sindrome di down.
Saranno organizzate alcune iniziative che coinvolgeranno i ragazzi dell’associazione, i quali dimostreranno la loro autonomia, impegnandosi in diverse attività, ad esempio aiutando le persone a imbustare la spesa al supermercato o strappando i biglietti al cinema. Tutto ciò per mostrare che i ragazzi con la sindrome di down possono contribuire alla comunità. È questo, infatti, il messaggio diffuso proprio oggi, in occasione della giornata mondiale, celebrazione, questa, mirante a mostrare come chi è down possa dare un contributo significativo in ogni ambito della vita e a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della loro autonomia.
Grande sensibilità per l’iniziativa viene espressa anche in tutta la Asl Toscana sud est che nelle tre province prende in carico bambini e ragazzi con sindrome di down grazie a percorsi assistenziali che, oltre all’aspetto sanitario, includono anche l’ambito sociale.
Nella provincia di Grosseto i ragazzi Down in carico alle Ufsmia sono 24, con un’età compresa tra 0 e 18 anni. «Nel nostro territorio – afferma Mauro Camuffo, direttore di neuropsichiatria infantile all’ospedale di Grosseto – la popolazione con sindrome di down sembra stabile nel tempo, infatti i minori in carico erano, ad esempio, 15 nel 2007, 12 nel 2012 e sono ancora 12 nel 2017. La Asl ha attivato principalmente due tipologie di percorsi assistenziali.
Uno di essi è relativo alle disabilità intellettive e l’altro è più incentrato sui disturbi del linguaggio. I pazienti sono seguiti costantemente da un team di specialisti, i quali si dedicano alla loro cura attraverso controlli periodici di neuropsichiatria, attività di riabilitazione motoria, psicomotricità e logopedia.
Inoltre, cerchiamo sempre di collaborare con gli altri attori della vita sociale dei pazienti, come le istituzioni scolastiche, con le quali organizziamo degli incontri per un confronto tra insegnanti, genitori e medici e dando sostegno costante alla famiglia. Seguiamo i ragazzi da quando nascono fino a quando smettono di frequentare la scuola».
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