Il Tirreno

Grosseto

GROSSETO

La città, per un giorno, capitale della break dance

Claudia Guarino
Ballerini al Faq (foto Bf)
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Ballerini al Faq (foto Bf)

Da tutta Italia al Faq. Il raduno organizzato da Odissea 2001 fa il pienone - Tutte le foto

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GROSSETO. Mattia si fa chiamare B-boy Kid Bla. Tommaso invece è conosciuto come B-boy Wear. I due hanno, rispettivamente, nove e dodici anni. Roteano sulla testa, gambe in alto, senza aiutarsi con le braccia. I berrettini di lana, però, rimangono ben saldi al loro posto. Finita l'esibizione, i ballerini si alzano da terra, incrociano le braccia e osservano i compagni. «A me della break dance piace tutto. E ballo anche l'hip hop», dice Tommaso, otto anni. Lui, aspettando di gareggiare, sta seduto su un divanetto con i suoi tre amici: Tommaso, Alessio e Roberto, tutti tredicenni.

Domenica 18 marzo al Faq live music club si è svolto il break dance new challengers 2018, la gara di ballo organizzata dal break down dance project di Asd Odissea 2001. A partire dalle ore 14.30, cioè, all'interno delle mura colorate del locale di via Legnano, si sono riversati bambini di tutte le età, pronti a gareggiare e a trascorrere insieme una domenica in musica. Sul palco, a presentare l'evento, c'era Edoardo Bernardini, ballerino di break, insegnante di Odissea 2001 e ideatore del break down dance project. «I bambini si divertono - dice - e, nello stesso tempo, imparano il rispetto per un avversario che non conoscono. La break insegna che con impegno e perseveranza si può arrivare ovunque si voglia».

Piccoli, grandi, maschi, femmine. Provenienti da Grosseto, Pisa, Siena, Firenze, ma anche dal Lazio e dalla Puglia. Tutti insieme a ballare la break. Gareggiando a gruppi di quattro oppure da soli. Sfidandosi a passo di danza, circondati dai genitori, spettatori interessati e soddisfatti. «Adesso tocca a Riccardo, di Castel del piano», urla Bernardini dal palco. «Veramente io sono di Seggiano», risponde il bambino provocando l'ilarità generale. E intorno al tappeto della competizione, gruppi di baby danzatori si allenano insieme, formando cerchi al centro dei quali si accede uno alla volta, prova dopo prova.

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C'è B-boy Telespalla Bob ad esempio, un bambino che disegna giravolte con le gambe, sollevandosi in verticale. Si chiama così perché la sua folta chioma rossa ricorda un celebre personaggio del cartone animato I Simpson. Facendosi largo tra le urla del pubblico e attraverso le note della musica proveniente dal palco, la voce di Beatrice svetta allegra: «Noi veniamo da Pisa per l'occasione - dice - Abbiamo già partecipato alla precedente edizione e ci siamo divertiti moltissimo».

Accanto a lei ci sono Sein, Francesco e Jacopo, tutti appartenenti alla medesima scuola di danza. Riccardo, invece, non si ferma a parlare. Preferisce correre qua e là. Ha undici anni e suo padre dice che è un bambino vivace. Ha sempre voglia di muoversi e la break, in tal senso, lo aiuta. La pratica già da tre anni e grazie al ballo ha imparato a controllare meglio il proprio corpo. Molti dei partecipanti di ieri hanno già preso parte a precedenti edizioni della manifestazione, la quale quest'anno era aperta anche alla categoria dei professionisti, in gara la sera. Parallelamente alla competizione, Asd Odissea 2001 ha anche organizzato, nel suo centro di via Zaffiro, una serie di lezioni: break dance, ma anche hip hop e danze latino americane. «Oggi percepisco una grande energia positiva», conclude Felice Ruggiero, insegnante di danza alla Inside original dancers di Grosseto.

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