Attenzione
Il pozzo rinasce grazie a “Bellezz@”
Al Parco minerario di Gavorrano arrivano i 400mila euro del governo: «Una seconda rinascita»
GAVORRANO. Quattrocentomila euro al Parco minerario delle Colline Metallifere dalla Regione Toscana: l’importante contributo è arrivato grazie al piano del governo del 2016 per il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale del Paese.
“Bellezz@ – recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”: questo il nome del concorso a cui ha partecipato il Parco minerario che da oggi può iniziare a pensare a un progetto di riqualificazione di una delle sue aree di archeologia industriale più belle e importanti, quella di pozzo Roma e di tutti gli edifici circostanti.
Il pozzo, divenuto il simbolo del parco, rientrerà presto in un progetto di riqualificazione che interesserà anche la sala argano, le cabine elettriche, i magazzini e gli impianti della laveria. Tutti edifici storici che raccontano il passato del Comune di Gavorrano. Edifici che oggi versano in condizioni disastrose ma che in un futuro potrebbero diventare un’attrattiva per il territorio.
«Sono edifici di una bellezza unica e che hanno un’enorme potenzialità» commenta Alessandra Casini, direttrice del parco, durante la conferenza che si è tenuta ieri mattina a palazzo dell’Unione dei Comuni a Massa Marittima per la presentazione del finanziamento. All’evento hanno partecipato anche la sindaca di Gavorrano Elisabetta Iacomelli, l’assessore Daniele Tonini, il presidente della comunità del Parco Nazionale delle Colline Metallifere Nicola Verruzzi e la presidente del Parco Lidia Bai.
Per Gavorrano è una buona notizia dopo un periodo nero e nei piani per il futuro c’è la realizzazione di un progetto di riqualificazione totale dell’area.
«Il progetto impegnerà circa 120mila euro ma il finanziamento è per 400mila, una cifra importantissima che ci rende orgogliosi visto che il progetto è stato scelto tra molti che hanno partecipato al concorso. Si tratta di un risultato raggiunto grazie ad lavoro di rete» dice Iacomelli.
Ad oggi è tutto ancora da realizzare: il progetto verrà probabilmente affidato all’università di Firenze che da tempo segue il parco con i suoi progetti. Per l’impiego dei restanti 280mila euro verrà probabilmente istituita una commissione che ne valuterà il migliore impiego.
«Si tratta di una seconda rinascita del mondo minerario» commenta Verruzzi.
I tempi per la realizzazione del progetto dovrebbero essere brevi. «Il periodo di studio dovrebbe durare circa due anni – conclude Casini – dopodiché si potrà pensare ai lavori».
Per la presidente del parco è un risultato che corona un progetto lungo anni: «Il parco fa parte della rete dei geoparchi dell’Unesco e il finanziamento ricevuto dimostra il valore che viene dato a questo luogo dalla Regione. Credo che sia fondamentale investire nella cultura del territorio ed è quindi importante lavorare su pozzo Roma, un luogo ricco di storia» conclude Bai.
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