Il dolore
Testamenti bio, registro in ritardo
De Martis insiste ma l’assessore Cerboni frena: «Aspettiamo ancora un po’»
GROSSETO. Il capogruppo della lista Mascagni, Carlo De Martis, insiste con la richiesta di istituire, nel Comune di Grosseto, il registro dei testamenti biologici, ma l’assessore competente, Giacomo Cerboni, temporeggia, chiede di rimandare.
La discussione è arrivata in prima commissione l’altra mattina, ma quello che è sicuro è che l’argomento non sarà all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale né è certo quando la proposta di delibera elaborata da De Martis sarà discussa dall’assemblea.
La questione può apparire minima. «Il Comune di Grosseto – spiega Cerboni – nel rispetto della nuova normativa approvata di recente, già dal primo febbraio si è organizzato per dare la possibilità, a chiunque lo desideri, di depositare le proprie “Disposizioni anticipate di trattamento”» e può farlo presentandosi all’ufficio di stato civile e può utilizzare un modello che trova lì stesso e che è stato elaborato dagli stesi uffici comunali.
Ma allora, perché istituire un registro? De Martis ricorda che la proposta di un registro, in effetti, era precedente all’approvazione della nuova normativa in materia. «Avevamo messo in attesa la proposta di delibera – spiega – perché con l’approvazione della legge si pensava fosse superflua ogni iniziativa a livello amministrativo».
Insomma, il registro, che era stato istituito già in numerosi Comuni, sin dal 2009, avrebbe potuto essere – in mancanza della normativa – uno strumento che avrebbe consentito di fare ordine in una materia delicata e complessa. «Il testamento biologico – dice De Martis – esiste già da anni, ufficialmente, è riconosciuto nelle prassi, dalla giurisprudenza e dal codice deontologico dei medici che devono tenere conto delle dichiarazioni rese dal paziente».
Con la legge si è fatto un passo avanti nel senso di una maggiore chiarezza sul valore giuridico delle disposizioni con cui il cittadino esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, e dà o nega il consenso rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. La legge c’è, il Comune di Grosseto si è adeguato, eppure il registro, secondo De Martis, servirebbe comunque.
«In mancanza di una regolamentazione ad hoc – spiega – come quella che vogliamo proporre, al momento il Comune raccoglie dichiarazioni senza alcuna formalità prefissata, la gente scarica da Internet dei moduli, manca la previsione di un canale di comunicazione tra il Comune e l’azienda sanitaria che possa accedere alla scheda anagrafica e verificare se la persona abbia depositato un testamento biologico.
Con il registro – aggiunge De Martis – ci sarebbe una maggiore conoscibilità di questo diritto, oltre a prevedere una modulistica ad hoc per esprimere la propria volontà». L’assessore Cerboni, che non fa mistero di non simpatizzare con lo spirito della normativa, non vuole entrare, però, nel merito della questione, «rispetto – dice – le prerogative del consiglio comunale, ma ho invitato ad attendere perché approvare oggi un regolamento che vada a sovrapporre a una prassi che gli uffici si sono già dati potrebbe creare problemi ulteriori nel momento in cui il ministero dovesse emanare norme attuative che, a loro volta, si sovrappongono. Io dico di aspettare».
Enrico Pizzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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