Sicurezza
Niente dossi per via Uranio
In arrivo però i pannelli dissuasori di velocità e il marciapiede salva-studenti
GROSSETO. Residenti di Verde Maremma, dovete farvene una ragione: i dossi che inducono automobilisti e autisti di tir a sollevare il piede dall’acceleratore non verranno messi lungo via Uranio. Niente da fare: «Lo impedisce la categoria nella quale il viale rientra – spiega l’assessore alla viabilità Fausto Turbanti – È una strada ad alto scorrimento». L’Amministrazione comunale, però, non se n’è lavata le mani. E ha pensato ad un’altra soluzione, dopo i solleciti non solo del comitato dei residenti ma anche della dirigente scolastica della media Giambattista Vico – Alessandra Marrata – che vive con il cuore in mano per i suoi 500 giovanissimi allievi pressati come sardine, ogni mattina, sul marciapiede davanti all’istituto mentre – ad un soffio da loro – il viale viene solcato da motorini e moto, auto e furgoni, camion e autoarticolati. Dunque, lungo via Uranio sono in arrivo altri tipi di “dissuasori”, annuncia Turbanti: i pannelli elettrici misuratori di velocità. E non appena i ragazzini avranno lasciato i banchi di scuola per le vacanze estive verrà ampliato – o meglio, reso più profondo – il marciapiede davanti alla scuola Vico.
«Vogliamo i dossi». Sono mesi ormai che un gruppo di residenti di Verde Maremma chiede soluzioni sia tampone che risolutive – come lo sarebbe la realizzazione della bretellina che da Grosseto Nord si innesterebbe direttamente sulla Strada del Pollino, tagliando la Rugginosa – contro il traffico che ammorba Verde Maremma: c’è una petizione cittadina che ha raccolto 600 firme contro l’assalto dei camion consegnata a fine novembre al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e ci sono i dati di un recente monitoraggio del settore mobilità e traffico del Comune che attesta che il viale alberato è attraversato ogni giorno da 24mila mezzi a motore, di cui 800 sono bisonti della strada. Il posizionamento di dossi era una delle soluzioni messe sul tavolo dai residenti, non solo oppressi da rumori e smog ma anche preoccupati per il rischio dell’alta commistione tra traffico e attività e vita di quartiere. «L’opzione dei dossi – ricorda Gian Piero Guerrini de Witt, tra i promotori della petizione – era emersa anche durante un incontro di alcune settimane fa con il viceprefetto ed era stata caldeggiata anche dalla preside della scuola Vico».
La soluzione: i pannelli. I dossi non arriveranno lungo viale Uranio «ma sono già stati ordinati e verranno installati a strettissimo giro – informa l’assessore Turbanti – i pannelli-dissuasori elettronici di velocità». Avete in mente di cosa si tratta? Sono quei dispositivi che catturano la velocità dei veicoli in avvicinamento, la cui “lettura” avviene mediante un sensore radar ad effetto doppler che trasferisce il dato al sistema a microprocessore che lo rilancia in tempo reale su un visualizzatore.
Il salva-studenti. E da settembre la preside Marrata potrà tirare il fiato. Finito l’anno scolastico, inizieranno i lavori al marciapiede davanti alla scuola Vico, che verrà allungato per tutto il passo carrabile: il camminamento davanti all’istituto verrà trasformato in una sorta di isola pedonale di 20-25 metri quadrati in più rispetto ad ora; permetterà dunque ai ragazzini – in attesa di entrare a scuola o di attraversare il viale – di sostare in sicurezza, senza pressarsi l’un l’altro.
Tirare le fila. Dossi a parte, il comitato dei residenti di via Uranio sta ancora aspettando l’arrivo delle centraline misura smog per cui c’erano già stati contatti con l’assessora all’ambiente Simona Petrucci e di essere ricevuto dal sindaco Vivarelli Colonna. «La situazione – osserva Guerrini de Witt – sta peggiorando: la sensazione è che il traffico stia aumentando, soprattutto quello pesante. Vediamo camion con scritte mai viste prima, con targhe che provengono dal Nord Italia, e che incrementano il flusso di quelli che già transitavano. Ci chiediamo da dove arrivino tutti questi autocarri e quale destinazione abbiano».
Incubo tombini. Torna alla ribalta anche la questione dei tombini-togli sonno già segnalata dai lettori del Tirreno per altre zone della città. Lungo il viale di Verde Maremma ci sono 70 tombini: 50 in direzione Aurelia Nord-Castiglionese e 20 nella direzione opposta: «La stragrande maggioranza – dicono i residenti – sono sollevati perché l’asfalto intorno si è abbassato per effetto delle vibrazioni provocate dal transito dei camion: questo fenomeno è l’ennesima dimostrazione che il viale non è stato progettato per sopportare il transito di 24mila veicoli di 800 camion al giorno. Quanto ancora dovremo attendere la bretella?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
