Il dolore
Mille euro per recuperare l’ecoballa
Trovata sulla spiaggia di Punta Ala, potrebbe essere caduta in acqua a Piombino per finire poi in Maremma
PUNTA ALA. Nei giorni scorsi un’altra ecoballa è stata trovata sulla spiaggia di Punta Ala.
Non è la prima volta che una situazione del genere accade, specialmente dopo le forti piogge e le mareggiate. E come sempre dopo la prima segnalazione raccolta dalle Iene Maremmane, i tecnici del Comune di Castiglione della Pescaia hanno recuperato l’involucro e lo hanno portato all’isola ecologica. Sul posto anche i tecnici dell’Arpat che hanno fatto i riscontri e i rilievi di tossicità.
Difficile adesso capire come l’coballa sia arrivata a Punta Ala, anche perché nei dintorni non ci sono zone dove vengono smaltiti questo tipo di rifiuti: molto probabilmente e questa sembrerebbe la versione più vicina alla realtà. L’ecoballa potrebbe essere finita in mare addirittura nel golfo di Piombino. Forse smaltita “illegalmente”, o caduta da una chiatta che la stava trasferendo a un sito di stoccaggio, tutte ipotesi queste da non sottovalutare. Poi la corrente, o anche una rete di un peschereccio, potrebbe aver trascinato il “pacco” verso la spiaggia. L’operazione di recupero però, come tutte le volte, ha comunque un costo per la comunità. Fra ripescaggio, fatto appunto con personale comunale e non con quello di Sei Toscana che sarebbe in definitiva più oneroso, e poi intervento dell’Arpat che deve fare le analisi e constatare per esempio se l’ecoballa non è radioattiva e procedere in seguito allo spacchettamento per capire i materiali di cui è composta, il tutto alla fine potrebbe costare sui mille euro. Senza dimenticare che la Capitaneria di porto ha aperto un’indagine, per cercare di stabilire l’esatta dinamica dei fatti.
Enrico Giovannelli
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