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Porto di Scarlino, stato di agitazione

Porto di Scarlino, stato di agitazione

Stacchini (Filcams) dopo i licenziamenti: «Fulmine a ciel sereno, non si fa così»

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SCARLINO. Dai vertici dell’azienda che gestisce il porto di Scarlino tacciono: non ci sono dichiarazioni ufficiali sui licenziamenti dei tre dipendenti. La lettera è arrivata a due ormeggiatori della Marina srl, e ad un manutentore della Resort Baia Scarlino, società che fanno capo entrambe a Promomar, azienda che ha in mano le attività della struttura del Puntone.

«Se tre anni fa – racconta Massimiliano Stacchini, segretario della Filcams – quando vennero annunciati possibili tagli al personale, i sindacati vennero coinvolti nelle trattative sin da subito, stavolta la notizia arriva come un fulmine a ciel sereno. Siamo stati avvertiti dei licenziamenti dai diretti interessati, una situazione che difficilmente accade, perché prima almeno viene aperto un tavolo di trattative. Quello che stupisce è che alla fine della scorsa stagione ai lavoratori del porto venne inviata un’altra lettera di tutt’altro tipo».

Nella comunicazione firmata dai vertici aziendali infatti i dipendenti venivano ringraziati per l’ottimo lavoro svolto e per i risultati raggiunti dal porto di Scarlino nel 2017, con presenze aumentate e un giro di affari cresciuto rispetto agli anni precedenti. E la preoccupazione dei sindacati è che ancora l’operazione sui tagli al personale non sia conclusa.

Ma per adesso, fino a quando i rappresentanti dei lavoratori non saranno chiamati dall’azienda ad un confronto, è difficile dire quale sarà il futuro dei dipendenti del porto. «Abbiamo già proclamato lo stato di agitazione – spiega Stacchini - Nei prossimi giorni valuteremo quali azioni intraprendere. Sicuramente non ci accontenteremo di tre lettere di licenziamento calate dall’alto, senza spiegazioni o avvertimenti. Speriamo che la situazione rientri nella normalità e che accada come qualche anno fa quando poi tutti i dipendenti vennero riconfermati. L’azienda non può mandare delle lettere di licenziamento dall’oggi al domani senza motivazione e senza aver prima avuto un confronto con i sindacati». (p.v.)

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