Il Tirreno

Grosseto

Uomo tutto d’un pezzo Gli agenti d’Italia sul “presentat-arm”

Uomo tutto d’un pezzo Gli agenti d’Italia sul “presentat-arm”

Il ricordo dell’associazione nazionale polizia municipale È stato il primo a organizzare la centrale operativa moderna

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GROSSETO. È un coro unanime, di dolore, quello che si è alzato in città per la morte di Felice Serra, l’ex comandante che ha guidato la polizia municipale per quarant’anni, arrivando ai vertici della categoria e rappresentando Grosseto in tutta Italia.

Ad esprimere cordoglio e vicinanza ai figli Luciano e Paolo è stato ieri il Partito Democratico che si è stretto attorno alla famiglia dell’ex comandante «Uomo delle istituzioni che è sempre stato al servizio della nostra città», scrivono.

Commosso il ricordo della parlamentare Elisabetta Ripani, del senatore Roberto Berardi e di tutto il coordinamento provinciale di Forza Italia. «Per i grossetani, il comandante Serra, per tanti anni a capo della polizia municipale di Grosseto, è stato un simbolo delle istituzioni - dicono - la sua rettitudine, la capacità di guidare il Corpo dei vigili urbani e i suoi grandi valori sono stati e saranno per tutti noi un esempio a cui ispirarsi. Ci stringiamo alla famiglia Serra, ai figli Paolo e Luciano, ai quali porgiamo le nostre più sentite condoglianze».

Felice Serra ha cresciuto centinaia di agenti della municipale in città. Ma è anche arrivato a ricoprire la carica di vicepresidente nazionale dei vigili urbani e ha lavorato per la stesura e l’approvazione dei regolamenti nelle più importanti città d’Italia. Era anche presidente onorario dell’Associazione nazionale del corpo della polizia municipale.

«Il colonnello Felice Serra, pur dopo il collocamento a risposo non aveva smesso con la “passione” per la polizia locale - racconta il presidente nazionale Nicola Salvato - Era stato infatti presidente dell’Ancupm e per molti anni si era impegnato a favore della categoria. Comandante “militaresco”, ma molto attento alla autonomia del Corpo dalle ingerenze dell’amministrazione locale e molto attento alla dignità del corpo, fu tra i primi in Italia a dotare il comando di una centrale operativa all’avanguardia e strutture e tecnologie modernissime».

Gli agenti della polizia municipale che sono stati guidati da Serra sono stati i primi in Italia ad essere dotati delle moderne pistole calibro lungo, armi che davano molta più affidabilità delle vecchie pistole in uso. «La grande esperienza acquisita ne faceva un maestro di gestione, organizzazione e comando - aggiunge - era un uomo e un comandante, per alcuni duro, ma sicuramente il personale sotto di lui aveva garantita dignità, rispetto, professionalità. Mai asservito al potere locale, ha sempre dimostrato la sua importanza e quella del corpo con i fatti. La Polizia locale perde un grande uomo (quello che prometteva faceva. Per lui la parola data era imprescindibile) e un grande comandante».

Felice Serra non si era mai allontanato da quel suo mondo che aveva vissuto appieno dall’inizio della sua carriera nonostante fosse anche amministratore delegato della Marina di San Rocco, la società che gestisce il porto e nell’associazione nazionale dei gestori dei Porti che aveva contribuito ad istituire. «Ciao comandante - scrive ancora Nicola Salvato - tutta la Polizia locale d’Italia è sul presentat-arm per l’ultimo saluto. Giungano alla famiglia le più sentite condoglianze dell’Anvu.

Un uomo delle istituzioni. Così lo ricorda anche il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna - un esempio di disciplina e abnegazione. «Per Grosseto e per tutta la sua comunità, Felice Serra è stato un punto di riferimento, una grande ricchezza - aggiunge il primo cittadino - Un uomo che ha dato tanto non solo alla nostra città ma anche all’Italia intera, ricoprendo cariche importanti e ruoli di delicata responsabilità».(f.g.)

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