Sicurezza
Saltato l’accordo per l’acqua di Giannutri
Nulla di fatto all’udienza, il giudice ha fissato una nuova data invitando le parti ad arrivare a un’intesa
ISOLA DI GIANNUTRI. Niente da fare. Per ora l’erogazione dell’acqua all’Isola di Giannutri non tornerà. Lo stallo continua. Le posizioni rimangono distanti. L’udienza davanti alla giudice Maria Grazia Damonte del Tribunale regionale delle acque pubbliche ha lasciato tutto invariato.
Se ne riparla alla prossima udienza fissata per martedì 27. Come mai? Le due parti in causa, il Consorzio dell’Isola di Giannutri e l’Acquedotto del Fiora, hanno continuato a litigare sulle oltre 100mila euro di bollette non pagate degli ultimi sette anni. La giudice ha preso atto dell’impossibilità di trovare un’intesa e ha fissato una nuova udienza chiedendo ai due litiganti di coinvolgere nella trattativa anche il Comune dell’Isola del Giglio. Peccato, però, perché il traguardo dell’accordo non sembrava poi così lontano. Consorzio di Giannutri e Acquedotto del Fiora si erano seduti intorno a un tavolo e sembrava che facessero pace. C’era una proposta che li aveva avvicinati. O almeno così pareva. I termini dell’intesa erano i seguenti: il Consorzio si rende disponibile a pagare subito una parte delle 100mila euro di bollette arretrate, la quota restante viene dilazionata nel tempo; il Consorzio salda “il conto” della quota e l’Acquedotto del Fiora riapre l’erogazione dell’acqua a Giannutri. Poi però la proposta è naufragata. È l’assemblea del Consorzio, chiamata a dare il via libera definitivo, che si è rifiutata di sottoscriverla.
L’intesa, infatti, lascia irrisolte altre questioni: quella dei contatori e quella dei lavori alle due cisterne. Troppo importanti, secondo l’assemblea del Consorzio, per non essere inserite nell’accordo. Risultato. Le posizioni rimangono distanti e l’acqua all’Isola di Giannutri non torna. Tanto che la giudice Damonte si è trovata costretta a fissare un’altra udienza. Con un’indicazione precisa però: i due litiganti non smettano di cercare un’intesa, anzi, aggiungano al tavolo delle trattative anche l’amministrazione comunale dell’Isola del Giglio. E ora da qui al 27 marzo dovranno essere in tre – Consorzio, Fiora e Comune del Giglio – a trovare la quadra. Resta tutto da dimostrare che riescano a mettersi d’accordo.
Il presidente del Fiora Emilio Landi parla chiaro: «Noi un punto fermo ce l’abbiamo. Certo che vogliamo riagganciare l’acqua all’Isola di Giannutri, ma loro devono pagare subito una parte delle bollette non pagate. Questa è la nostra base di partenza e lo era anche per il Consorzio fino a quando l’assemblea non ha fatto saltare tutto». Ma il presidente del Consorzio Mauro Pica Villa ribatte: «Ci dicano prima cosa intendono fare per i contatori. Il Fiora insiste nel voler mettere un unico contatore subito dopo il dissalatore, ma così non va bene. Noi chiediamo che ci sia un contatore per ogni casa. E poi ci devono spiegare come intendono rifare le due cisterne».
Per il momento pare dunque un dialogo tra sordi. Il Fiora rimane fisso sulla proposta naufragata: tu Consorzio mi paghi una parte e io riaggancio l’acqua. Il Consorzio non si fida e rilancia su tutto il resto. Per sapere come andrà a finire non resta che attendere l’udienza del 27 marzo. Sempre che l’accordo lo trovino davvero.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google