La manifestazione
Maxirissa in strada con diciassette imputati
Castiglione della Pescaia: botte nei giorni della Pasqua 2015, i testimoni davanti al giudice
GROSSETO. Sono imputati in 17 per una maxi rissa avvenuta nei giorni della Pasqua di tre anni fa per le strade di Castiglione della Pescaia.
Un episodio risalente al 6 aprile 2015 in cui rimasero feriti tre giovani (prognosi tra i dieci e i trenta giorni per i traumi anche al volto e le contusioni riporate), che sono anche fra gli imputati oltre che parti offese. Un episodio al termine del quale era anche stato esploso, nei pressi di Ponte Giorgini, un colpo di fucile: per questo caso, il procedimento a carico di un 44enne di Castiglione si è già svolto nel 2016 e si è concluso con il patteggiamento (2 anni per lesioni a quattro giovani, tra cui tre degli imputati odierni). Ma anche di questo si è parlato brevemente ieri mattina davanti al giudice Gian Marco De Vincenzi, nell’udienza dedicata alle testimonianze. Il giudice e il viceprocuratore onorario Leonardo Brogi hanno cercato di far luce su chi aveva cominciato, dove, per quale motivo. Compito non facile, come era avvenuto anche nell’udienza precedente. Ciò che è parso chiaro è che si erano affrontati un gruppo di giovani del luogo e uno di fiorentini. Perché? «Io non ero presente ma i miei amici mi avevano detto che tutto era partito da una spallata data mentre le persone si incrociavano per strada», ha detto in sostanza Francesco Cencini, di Piancastagnaio, estraneo alle contestazioni. «I miei amici mi avevano telefonato dicendo che erano stati aggrediti. Li avevamo raggiunti, perché noi eravamo da un’altra parte del paese; lì erano stati aggrediti un’altra volta. Da chi? Non conoscevo nessuno di quelli che li aggredirono». Poi ha ricostruito l’episodio dello sparo dall’auto, avvenuto poco dopo, mentre il gruppetto si allontanava, oggetto anche della testimonianza di un maresciallo dei carabinieri intervenuto al mattino al pronto soccorso. «I miei amici le hanno soltanto prese», ha detto Cencini rispondendo all’avvocato Carlo Valle, difensore di alcuni degli imputati.
Altri due testimoni di fatto indiretti, Niccolò Romagnani di Castiglione della Pescaia e Valerio Orfei di Buriano, hanno spiegato di aver capito che qualcosa di grave era accaduto dal parapiglia visto in strada, senza poter individuare né i motivi né gli autori; avevano osservato, si erano tenuti in disparte, avevano chiamato i carabinieri. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Luca Mascagni, fratello di uno degli imputati («ma non ho visto mio fratello nella rissa»). Sarà necessario sentire altri testimoni: il processo è stato aggiornato a luglio.
Pierluigi Sposato
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