Sicurezza
Lupi, in Regione incontro su ibridi e abbattimenti
Al tavolo con l’assessore Remaschi hanno partecipato i rappresentanti degli allevatori e dei sindaci
FIRENZE. La provincia di Grosseto in Regione per la questione lupi, affrontata nei giorni scorsi in un incontro con l’assessore regionale Marco Remaschi. Una riunione, questa, alla quale seguirà, successivamente, un ulteriore tavolo di discussione a Firenze.
All’incontro hanno partecipato la presidente del Comitato Pastori d’Italia, Mirella Pastorelli, delegata dai sindaci di Semproniano, Roccalbegna, Cinigiano e Manciano, i rappresentanti degli allevatori toscani di Grosseto, Siena, Pistoia, Pisa, Lucca e della Garfagnana, i rappresentanti regionali di Federcaccia e Libera caccia, il vicesindaco di Sorano, Pierandrea Vanni, e il comitato guidato da Claudio Ceroni a difesa di chi ha avuto incidenti dovuti agli ungulati. Era presente anche Salvatore Saccone, docente universitario di biologia e faunistica.
«Il professor Saccone – riferisce Pastorelli – ha espresso il pensiero che tutti noi condividiamo e cioè che per salvare la purezza del lupo appenninico vanno tolti di mezzo tutti gli ibridi che non hanno il dna del lupo puro. Mentre, a proposito di lupi puri abbiamo convenuto con l’assessore Remaschi che era opportuno ripartire dall’approvazione del piano lupo, compreso il punto che contempla l’abbattimento del 5% di esemplari in eccesso». Pastorelli è uscita dall’incontro abbastanza soddisfatta. «L’assessore – dice – si è raccomandato di individuare pochi punti fondamentali da condividere al tavolo che sarà convocato fra una quindicina di giorni a cui siederanno associazioni di categoria, regione e comitato. Abbiamo convenuto anche di aggiungere ai nostri punti la richiesta di intervenire sul randagismo canino e di far forza sulla eliminazione degli ibridi e il prelievo del 5% di lupi. L’assessore ci ha anche promesso che premerà perché siano riconosciuti agli allevatori non solo i danni diretti per i quali non c’è più il tetto del de minimis (15mila euro in tre anni) ma anche quelli indiretti che costano cari agli allevatori».
La presidente del comitato ha fatto a sua volta presente a Remaschi che ormai le leggi sulle predazioni sono obsolete ed hanno bisogno di essere riviste, dato che la proliferazione del lupo è aumentata in modo esponenziale e gli allevatori sono al collasso.
«Remaschi, poi, ci ha assicurato – conclude Pastorelli – che non appena sarà formato il governo, la Toscana, con la Regione Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano, chiederà l’approvazione del Piano lupo anche se solo limitatamente al proprio ambito territoriale».
Il Comitato Pastori d’Italia ha presentato all’assessore anche la lista di oltre 700 firme con un documento in cui si chiede di non portare di nuovo lupi al parco faunistico del Monte Amiata. «E anche su questo fatto – chiude Pastorelli – Remaschi non ha chiuso definitivamente le porte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
