Il Tirreno

Grosseto

castiglione della pescaia 

Demanio, vince Marina di Punta Ala

Il Tar accoglie i ricorsi contro il Comune: i canoni vanno ricalcolati

2 MINUTI DI LETTURA





PUNTA ALA. Dieci anni di canoni portuali da ricalcolare, al ribasso, secondo i ranghi precedenti al 2006. Sei anni di battaglia legale, una lettura ad hoc della Corte Costituzionale e un confronto tra i vari tribunali hanno dato ragione alla Marina di Punta Ala, e ad altre società portuali di tutta Italia.

Martedì scorso il Tribunale amministrativo della Toscana ha accolto in blocco i ricorsi presentati dalla Marina di Punta Ala (assistita dagli avvocati Filippo Donati ed Edoardo Brusco) contro il Comune di Castiglione della Pescaia tra il 2012 e il 2016 contro l’aumento dei canoni demaniali, arrivato dopo la finanziaria del 2006.

Le somme da destinare allo Stato saranno quindi ricalcolate e in buona sostanza torneranno nei ranghi precedenti, prima che iniziasse questo contenzioso che ha investito tutti i porti turistici italiani.

Lo spartiacque del contenzioso è stata la manovra finanziaria del 2006 (secondo governo Prodi), entrata in vigore nel 2007. Fino ad allora, i canoni demaniali per i porti turistici erano calcolati solo sui terreni e gli specchi d’acqua dati in concessione ai privati; dal 2007, invece, i canoni si sono allargati anche alle strutture comprese su terreni. Una bella differenza in termini di spesa.

Dal 1976 la Marina di Punta Ala ha realizzato tre bacini protetti da una diga foranea, tredici pontili e banchine per un’estensione di 1.200 metri, mille posti ormeggio, servizi, torre di controllo, stazione carburanti.

I porti italiani sono corsi a dichiarare l’incostituzionalità della retroattività sulle concessioni rilasciate prima del 2007 e i Tar prima e il Consiglio di Stato poi, dichiarandosi non competenti, si sono appellati alla Corte Costituzionale per avere un parere. Il parere è arrivato nel 2017 e su quella base si è espresso il Tar.

Questo il verdetto: la retroattività non è incostituzionale, ma i canoni devono essere calcolati «soltanto sull’utilizzo del suolo e non anche i manufatti», come si legge nella sentenza del Tar emessa martedì, con cui il collegio, ricevute le linee guida della Corte Costituzionale, ha raccolto i ricorsi presentati da Marina di Punta Ala accogliendoli in blocco. «Annulla gli atti impugnati e dispone la nuova determinazione dei canoni», continua la sentenza. Un ricalcolo quindi, da applicare soltanto sul suolo e gli specchi d’acqua già compresi nella concessione fino alla sua scadenza, fissata al 15 giugno 2033.

Solo dopo quella data, quando verrà stipulata (o rinnovata) la concessione, lo Stato potrà chiedere canoni anche sulle strutture, che a quel punto saranno di sua proprietà, come previsto dagli accordi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web