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Par condicio violata, sindaco richiamato

di Francesca Ferri
Uno dei post di Vivarelli Colonna finiti nel richiamo del Corecom e, a destra, Carlo De Martis (foto Agenzia Bf)
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Uno dei post di Vivarelli Colonna finiti nel richiamo del Corecom e, a destra, Carlo De Martis (foto Agenzia Bf)

Post «personalizzati» in campagna elettorale: il Corecom bacchetta Vivarelli Colonna. De Martis: «Da lui spregio per le regole»

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GROSSETO. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna viola la legge sulla comunicazione istituzionale in campagna elettorale e si prende un richiamo del Corecom Toscana. Il 13 marzo il Comitato regionale per le comunicazioni, organo funzionale dell’Agcom, ha riconosciuto come caratterizzati da «comunicazione personalizzata» i post pubblicati sulla pagina Facebook istituzionale del sindaco, alcuni apparsi anche sul profilo Facebook istituzionale del Comune.

Da diciotto anni la legge 28 del 2000, conosciuta come legge sulla par condicio, all’articolo 9 impone precise regole durante le campagne elettorali per garantire il pluralismo delle voci e la posizione imparziale della pubblica amministrazione. Per questo dalla convocazione dei comizi alla chiusura delle urne le amministrazioni pubbliche non possono svolgere attività di comunicazione (comunicati stampa, post su Facebook, tweet...) a meno che non sia indispensabile e fatta in forma impersonale. Insomma, è ammessa solo la comunicazione di servizio, senza i nomi degli amministratori.

Ma cosa ha fatto il sindaco? Il capogruppo della Lista Mascagni, Carlo De Martis, ha contato quattordici post, con sette video e sette foto, pubblicati sul suo profilo Facebook istituzionale, e quattro comunicati stampa, pubblicati sul sito del Comune, dal 22 febbraio al 2 marzo. Nei post Vivarelli Colonna visita il cantiere della Chelliana, dà resoconti delle iniziative del Comune, partecipa a eventi, annuncia future iniziative dell’ente, incontra sportivi, poliziotti, studenti, annuncia il ribasso delle tasse.

«In spregio a ogni regola – dice De Martis in una nota – il sindaco ha visto bene di abusare del proprio ruolo istituzionale, trasformando la propria pagina Facebook, gestita dall’Ufficio comunicazione del Comune, e dunque pagata da tutti i cittadini, in un megafono per fare propaganda alla propria parte politica, inondando il web di grotteschi video promozionali in cui lo vediamo magnificare progetti futuribili, ogni tanto affiancato dall’assessore di turno nel ruolo di imbarazzata comparsa».

De Martis segnalò la questione in consiglio comunale il 28 febbraio, ma i post non si sono interrotti. Il 6 marzo, a urne chiuse, De Martis ha quindi inviato la segnalazione al Corecom. Il Comune nelle controdeduzioni del segretario generale Angelo Ruggiero si è difeso dicendo che le comunicazioni rientrerebbero nella normale attività di informazione istituzionale; che le elezioni erano nazionali e non locali; che non ci sono mai stati riferimenti a partiti o movimenti di maggioranza; che il sindaco non era candidato. Motivi che non hanno convinto il Corecom. Il Consiglio richiama il sindaco a una maggiore attenzione in futuro nelle attività di comunicazione istituzionale e trasmette l’istruttoria all’Agcom.

«La questione – dice De Martis – non è banale, ma non solo per i provvedimenti che potrebbero derivarne, e neppure per i risvolti politici. La vittoria elettorale del centrodestra in fondo è stata talmente schiacciante che qualche voto strappato dal sindaco, a Marras a sinistra e a Tornusciolo a destra, certo non deve aver fatto la differenza. Il problema sta nell’insofferenza di Antonfrancesco Vivarelli Colonna per il ruolo istituzionale che gli è stato assegnato».

De Martis cita il mancato rispetto della parità di genere in giunta (vedi box) e l’applauso e le risate in consiglio comunale alla bocciatura di «una mozione che chiedeva il rispetto dei valori costituzionali», stracciata dall’ex consigliere di maggioranza Gino Tornusciolo. «Un evento – dice De Martis – pesantemente censurato anche da una figura autorevole come Alessandro Antichi, primo sindaco di centrodestra a Grosseto».

«Il nostro comune ha un tremendo bisogno di un sindaco che, al di là di ogni posizionamento politico, cominci a lavorare per il bene della comunità che rappresenta, rispettando le regole e, non ultimo, i suoi cittadini. Compresi quelli che non lo assecondano con un like», conclude De Martis.

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