Sicurezza
La mano dell’Anonima dal 1975 in provincia
GROSSETO. Il rapimento di Giuseppe Soffiantini segna una pagina nuova nella lunga scia di sequestri avvenuti o vissuti in Maremma. Tutto inizia, in modo tragico, nel 1975, quando, in località Casa...
GROSSETO. Il rapimento di Giuseppe Soffiantini segna una pagina nuova nella lunga scia di sequestri avvenuti o vissuti in Maremma.
Tutto inizia, in modo tragico, nel 1975, quando, in località Casa Massoni, nelle campagne di Massa Marittima, viene rapito Bartolomeo Neri. Neri è un anziano imprenditore di Follonica, che non farà più ritorno a casa nonostante il pagamento di parte del riscatto.
Nel 1985, il 27 giugno, a finire nelle mani dell’Anonima è Isabella Guglielmi, una marchesa di mezza età appassionata di cavalli, che i banditi attendono all’uscita dall’ippodromo del Casalone, a Grosseto. La seguono fino a Montalto di Castro, bloccandola davanti all’uscio di casa. La Guglielmi rimane ostaggio dei banditi per quattro mesi.
Drammatico anche il sequestro di una ragazzina, Esteranne Ricca. Ha solo 15 anni quando viene presa nei pressi di Paganico, mentre si reca a scuola, in città. Resta in mano ai rapitori per oltre 200 giorni: dal 2 dicembre del 1987 al 7 maggio 1988, quando viene liberata alla stazione Tiburtina di Roma e torna a casa in taxi.
Ma almeno altri due sono i rapimenti che coinvolgono la Maremma: quello dell’imprenditore Dante Belardinelli, il “re del caffè”, rimasto prigioniero dal 30 maggio 1989 al 3 agosto dello stesso anno, e infine quello di Giuseppe Soffiantini.
Belardinelli viene rilasciato nei boschi di Manciano, lungo una strada che conduce a Viterbo, Soffiantini alle porte di Firenze, dopo un’appendice di prigionia sui monti della Calvana. (g.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
