Sicurezza
Due volontari per restaurare l’antica croce
A Zancona uno dei simboli del passaggio di Audibert va sistemato. L’appello non cade nel vuoto
ARCIDOSSO. Due volontari per una croce. Un cittadino del comune di Arcidosso lancia un appello perché venga restaurata una croce di Audibert che si trova nel villaggio della Zancona, comune di Arcidosso. «La sua base in pietra ha ceduto – segnala Giulio Innocenti Mucci –. L’intervento strutturale è semplicissimo e richiede poco tempo e denaro. Rivolgo un caloroso appello personale e a nome dei cittadini della frazione, all’amministrazione comunale per risolvere il piccolo ma sentito problema».
La croce della Zancona, ancora di legno originale e piantata nella sua base di peperino è una delle tante che fece piantare in mezza Toscana nella metà del 1800 il predicatore Baldassarre Audibert. Come racconta lo studioso Santino Gallorini nel suo fondamentale libro edito da Effigi “Pellegrino verso il cielo”, Baldassarre era parroco di Rouainette, ma nel 1791, dopo aver abiurato al giuramento alla Costituzione civile del clero, fuggì dalla Francia e si trasferì in Italia. Per oltre sessanta anni si mosse fra Toscana, Umbria e alto Lazio, acquistò fama di santo e a lui si attribuirono fatti miracolosi. In Amiata giunse nel 1846 e infatti tutte le croci che fece piantare sono così datate. Le numerosissime croci dell’Amiata, come quelle di Volterra, Arezzo e Monte Cetona, furono collocate ai trivi, quadrivi, agli ingressi e alle uscite dei borghi, in aperta campagna, vicino a fiumi o a chiese rurali. Oggi le croci di legno originali sono in molti casi sparite e sostituite con croci di ferro. In altri casi restano solo le basi di peperino.
Nel caso della croce della Zancona, invece, che è la gemella di un’altra posta a Case del ponte, vicino al torrente Zancona, si tratta proprio di quella originale anche se il legno è deteriorato alla base.
L’appello per rimettere la base in piano e raddrizzare la croce è stato subito accolto da due appassionati di opere artistiche rurali che possono essere recuperate con un minimo di lavoro. Si tratta di Andrea Pallari di Montelaterone e di Alessandro Bramerini di Arcidosso che più volte si sono cimentati in ripulitura di siti, come la Madonnuccia di Montelaterone o l’area del vecchio mulino di Arcidosso.
«Abbiamo visto l’appello di Mucci – dice Pallari – e compatibilmente con le condizioni meteorologiche e con l’autorizzazione sia del Comune che della proprietaria del terreno in cui la croce è posizionata, andremo, se arriveranno tutti i permessi, a ripulire come volontari il luogo la prossima domenica. C’è una radice di un albero che si è insinuata sotto la pietra scolpita di peperino e dovremo toglierla per riposizionare il blocco di sasso in piano e salvare così un’opera datata 1846 e importante da quasi due secoli per la nostra comunità».
Fiora Bonelli
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