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l’architetto 

«Attraverso la memoria si getta il seme del futuro»

«Attraverso la memoria si getta il seme del futuro»

GROSSETO. «Oggi abbiamo livelli altissimi di tensione sociale. Non si può non voltarsi indietro e non comprendere quello che sta succedendo oggi tramite la storia. La memoria deve darci risposte per...

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GROSSETO. «Oggi abbiamo livelli altissimi di tensione sociale. Non si può non voltarsi indietro e non comprendere quello che sta succedendo oggi tramite la storia. La memoria deve darci risposte per progettare orizzonti diversi rispetto a quelli che oggi non ci piacciono. E Maiano Lavacchio è il luogo dove potrebbe essere gettato un bellissimo seme».

Il solco per quel seme lo getta, per l’Isgrec, l’architetto Edoardo Milesi, fondatore e direttore della Scuola Permanente dell’Abitare, che ha firmato il progetto di riuso della scuola. Un lavoro, il suo, che non è fatto solo di disegni e progetti. «Pochi – spiega Milesi – si rendono conto che l’architetto non un tecnico ma è un umanista. Compito dell’architetto è trasformare spazi in luoghi di relazione. L’architetto si occupa del futuro. E il nostro lavoro è proiettare nel futuro una contemporaneità che, come è oggi, non ci piace del tutto».

E questo è esattamente il progetto che Milesi ha per l’ex scuolina di Maiano Lavacchio: non un monumento alla memoria ma un centro studi per giovani studenti, stagisti, artisti, che qui possano incontrarsi, studiare, dialogare, ma soprattutto abitare e, nella convivialità, tirar fuori idee.

«La residenza è fondamentale», spiega Milesi, che ricorda come questa scuola in passato fosse anche la casa del maestro. L’idea è di recuperare cucina e camera per ospitarci – almeno nel periodo estivo – studenti e artisti.

Milesi ha anche avanzato l’ipotesi che la scuola di Maiano Lavacchio possa essere messa in rete con Ocra, l’Officina creativa dell’Abitare di Montalcino, uno spazio per corsi, workshop, eventi, arte e progettazione con foresteria, e che è a sua volta in rete con altre realtà.

«Si è detto che questo progetto lo abbiamo fatto gratuitamente – ha detto Milesi – ma in realtà non è vero, perché quel che riceviamo è molto di più di quel che diamo».

Il fronte dei finanziamenti e dell’importante cifra che servirà per vedere il progetto completato non turba l’architetto.

«Si potrebbe partire anche con cifre basse, ad esempio 10mila euro, per pulire e mettere in sicurezza il cantiere – spiega Milesi – così da iniziare a far vivere il cantiere, invitando già degli artisti. Oppure pensare a una parte in autocostruzione».

Perché quella della scuolina di Maiano Lavacchio non è una semplice ristrutturazione. «Questo è un progetto che deve innescare un processo», spiega Milesi. E il processo è stato innescato. (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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