Sicurezza
«Sostanza oleosa, abbiamo paura»
Gli Amici del Petriolo invitano alla prudenza in attesa delle analisi
PETRIOLO. «L’acqua non è balneabile; la sostanza risulta oleosa, coriacea e persistente; la sostanza non ha odore particolare; il fenomeno, dopo aumenti preoccupanti, ora sta diminuendo; non sappiamo quanto sia inquinante; di tutto questo c’è un monitoraggio continuo; le analisi sono in corso; non si sanno e non si ipotizzano cause». L’associazione Amici del Petriolo emana il suo primo comunicato sul fenomeno, ancora senza spiegazione, che tra il 7 e l’8 marzo ha reso nere le acque della sorgente termale nel Farma, al confine tra le province di Grosseto e Siena.
Analisi delle acque sono in corso da parte di enti pubblici e soggetti privati (Asl, Terme del Petriolo e gli stessi Amici del Petriolo) e si attendono i risultati. Nel frattempo il fenomeno ha creato comprensibile preoccupazione. L’acqua si annerisce al contatto con l’aria. L’Asl ha ipotizzato nei giorni scorsi che si tratti di un fenomeno naturale di ossidazione.
Nel loro lungo comunicato, gli Amici del Petriolo invitano alla massima prudenza e a non sbilanciarsi in ipotesi, finché le analisi non scioglieranno i dubbi.
Alcuni fatti, però, sono incontestabili. «Non è, con quasi certezza assoluta – dice l’associazione – quella che viene chiamata volgarmente “fuliggine termale”, ossia quella materia scura, a volte nerastra, che abbiamo sempre visto fuoriuscire nel tempo in piccole dosi dal tubo che rifornisce le vasche». Ma soprattutto: «Chi ha fatto il bagno in questo fenomeno difficilmente ce l’ha fatta a togliersi tutto di dosso in più docce».
Quanto all’odore, «la sostanza non ha odore particolare – dice l’associazione – si odora solo una leggera nota metallica, ferrosa con naso quasi a contatto. Inizialmente è diminuito l’odore dello zolfo nell’acqua, pian piano poi è tornato ad aumentare fino a sembrare superiore al passato: non è detto che sia proprio la sostanza a creare questa variazione».
Il fenomeno, osservano gli Amici del Petriolo, sarebbe in diminuzione. «L’impressione sulla diminuzione del fenomeno è di queste ultime ore. Dall’osservazione, si evinceva che il giorno 9 marzo il fenomeno era decisamente in aumento anche se in forma diversa rispetto alla notte tra il 7 e l’8 marzo». Intorno alle 12 del 10 marzo «abbiamo notato la regressione del fenomeno, o almeno così sembra: nelle pozze l’acqua è color grigio e non più nero assoluto, la patina nera sui sassi sta pian piano venendo via. Ciò non significa che il fenomeno sia cessato e restiamo all’erta».
Gli Amici del Petriolo precisano che «l’allarme è stato dato alle 4.45 della mattina del giorno 8 marzo mentre il fenomeno è presumibilmente iniziato tra le 23 e la mezzanotte del giorno 7 marzo; il primo ad accorgersi del fenomeno è stato il presidente della nostra associazione che giunse lì alle una del 9 marzo».
L’associazione esprime preoccupazione e paura, «paura di avere perso per sempre Petriolo; paura di un dissesto idrico e geologico; paura di un inquinamento da cause sconosciute; paura che i lavori del cantiere per i viadotti c’entrino qualcosa; paura di qualcosa di irrimediabile con causa sia naturale che artificiale».
Per il momento, però, si può solo aspettare le analisi.
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