Gioco
«Nelle Mura crepe da monitorare»
Il bastione della Rimembranza è da sempre il più vulnerabile. A Cap 58100 il punto dell’architetto
GROSSETO. Qualche “ruga”, con il passare degli anni, ci sta, soprattutto se la signora ha oltre mezzo secolo. Bisogna però cominciare a preoccuparsi se il solco diventa troppo profondo da trasformarsi in una ferita. In questi casi, sì, ci vuole l’intervento del chirurgo. Anzi, del restauratore.
È il caso del tratto delle Mura medicee di Grosseto intorno al bastione della Rimembranza, dove la cinta muraria ha diverse grandi crepe, per niente rassicuranti. In alcuni punti raggiungono lunghezze di diversi metri; in altri incorniciano pezzi interi di mattoni che sembrano staccarsi da un momento all’altro. Che succede?
Giovedì scorso lo splendido monumento cittadino, uno dei rari esempi in Italia conservato intatto in tutto il suo percorso (a parte quei quarantacinque metri abbattuti in epoca fascista per far spazio davanti all’allora Palazzo Littorio, oggi sede della guardia di finanza), è stato al centro del sesto appuntamento di Cap 58100 - Piazze N(u)ove, il ciclo di incontri-dibattito su alcuni spazi cittadini, organizzato da Clarisse Arte e Il Tirreno, con il supporto del centro commerciale Aurelia Antica.
Nel corso dell’incontro l’architetto Alessandro Marri, presente in veste di rappresentante dell’Ordine degli architetti, ha parlato anche della situazione statica delle Mura.
«Le Mura sono in generale in buona salute – ha spiegato Marri – sia dal punto di vista meccanico che dei giunti murari. Però quella del bastione della Rimembranza è una delle zone più critiche».
Non è la prima volta che questa criticità viene a galla. «Trent’anni fa – ha spiegato Marri – fu fatto uno studio. Ci sono lesioni nel paramento murario, che sono quasi fisiologiche. Le Mura che vediamo oggi sono state costruite tra il 1565 e il 1593».
Insomma, in confronto a tanti edifici moderni eppure già cadenti, non c’è che da levarsi il cappello.
Eppure già mezzo millennio fa la zona del bastione che oggi si chiama “della Rimembranza” (in passato era il bastione San Francesco), presentava dei problemi.
«Rapporti degli architetti ai granduchi che risalgono a cinquecento anni fa – ha spiegato Marri – davano notizia di crepe anche di dieci centimetri poiché in questa zona il terreno era paludoso».
Negli anni Novanta è stato eseguito un intervento di ricucitura. «Poi – ha spiegato Marri – non è stato fatto più niente».
E adesso? È necessario intervenire? Bisogna correre ai ripari?
Lo stato di buona salute generale dell’imponente esagono è elemento rincuorante. «Ovviamente – ha spiegato l’architetto Marri – la cosa è da monitorare».
Anche perché se Grosseto ha un prezioso monumento, rarissimo in Italia, queste sono le Mura medicee, giunte nel 21º secolo intatte (oltre a quelle grossetane, mura intatte si conservano solo a Lucca, Bergamo e Ferrara), un occhio – o anche più d’uno – di riguardo lo meritano di sicuro.
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