Il Tirreno

Grosseto

Addio a padre Lino, campione di dialogo e amico del paese

di Enrico Giovannelli
Addio a padre Lino, campione di dialogo e amico del paese

Castiglione della Pescaia piange il frate morto a 74 anni. Curioso, sempre in mezzo alla gente, era arrivato nel 1992

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. La notizia della scomparsa di padre Lino Brocchi, spirato all’ospedale di Arezzo a 75 anni dove era ricoverato, è arrivata a Castiglione della Pescaia nella notte di mercoledì attraverso i social network.

In pochi attimi il cordoglio è stato unanime, fra l’incredulità generale e le tante persone, oggi uomini e donne che con quel frate avevano trascorso tanti momenti.

Padre Lino, anche se era ormai dal 2000 che aveva abbandonato la parrocchia castiglionese, era comunque rimasto in contatto con tanti concittadini che lo consideravano, a ben ragione, uno di loro, un amico speciale soprattutto, con la lontananza e la distanza che non aveva intaccato questo sentimento.

La storia di padre Lino inizia ben 47 anni fa quando diventa frate minore cappuccino. Nel 1992 il trasferimento e l’arrivo a Castiglione della Pescaia, dove i cappuccini hanno fatto la storia, e in pochi anni quel frate ben piantato a terra con lo sguardo penetrante ma buono, era diventato un “personaggio” ed era riuscito a coinvolgere generazioni di ragazzi in una moltitudine di attività che andavano dalle gite agli eventi.

Padre Lino è stato un precursore dei tempi, un uomo che vedeva nel rapporto personale la via maestra per insegnare e educare, e il suo carattere lo aiutava: sapeva insomma dialogare con tutti, anche chi la chiesa non la frequentava.

Di aneddoti da raccontare ce ne sarebbero un’infinità, soprattutto per chi lo ha conosciuto da vicino e frequentato: un frate curioso, che voleva stare sempre in mezzo alla gente e che sapeva apprezzare la vita in tutte le sue sfaccettature, senza insomma fermarsi alla prima impressione.

Un uomo multimediale quando ancora il digitale non esisteva. Padre Lino Brocchi, frate minore cappuccino, avrebbe compiuto 75 anni tra poche settimane: era infatti nato il 3 aprile 1943.

E nella diocesi di Grosseto era stato incaricato della pastorale del turismo, e responsabile della commissione per il tempo libero, turismo e pellegrinaggi.

Nel 2000, dopo che i Cappuccini della Toscana riconsegnarono la parrocchia di Castiglione della Pescaia alla diocesi, fu trasferito nel convento di Montepulciano, dove è stato superiore per nove anni. Poi superiore anche a Firenze, mentre da due anni si trovava – sempre come guardiano – nel convento di Poppi, in Casentino.

Ed è toccante il ricordo che il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni fa di padre Lino Brocchi. «Questa diocesi – scrive il vescovo Cetoloni – è grata a Dio per aver potuto godere della testimonianza di fede e dello zelo pastorale di padre Lino negli anni della sua permanenza in questa Chiesa locale». Il ricordo del vescovo di Grosseto è anche un ricordo personale. «Personalmente – scrive Rodolfo Cetoloni – mi univa a lui una solida amicizia e profondo affetto». Il vescovo ha anche voluto rivolgere un pensiero e un abbraccio all’ordine dei frati cappuccini, a cui apparteneva padre Lino. «Siamo vicini ai frati cappuccini della Toscana – dice il vescovo – così provati in questi ultimi tempi dalla visita di sorella morte, certi che il Dio della vita saprà trasfigurare in semi di bene anche in questo momento non facile». 

La messa di esequie sarà celebrata oggi alle 14,30 nella chiesa di San Francesco a Castiglion Fiorentino, suo paese di origine. Ciao padre Lino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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