Sicurezza
Turismo, l’Amiata lancia il proprio marchio
Si parte da Semproniano e Roccalbegna ma aderiranno anche Manciano, Pitigliano e Arcidosso
MONTE AMIATA. L’Amiata non vuol più stare a guardare e mostra la sua voglia di lanciare il territorio periferico amiatino sul mercato turistico. Come fare? L’obiettivo è: raccogliere aziende e imprese di Semproniano e Roccalbegna – per cominciare – verso un marchio collettivo. La griffe sta per arrivare a coronamento del progetto Si.It, acronimo di sistema integrato di identità territoriale, un progetto e una rete che stanno costituendo nei due borghi amiatini molti operatori che guardano alla creazione di un marchio collettivo per il rilancio dei due territori.
Il marchio collettivo è un segno distintivo concesso a un soggetto, persona fisica o giuridica, che ha la funzione di garantire la provenienza o la qualità di determinati prodotti o servizi. La funzione svolta è, dunque, essenzialmente di garanzia qualitativa, in quanto il marchio assicura che i prodotti ei servizi sotto il proprio ombrello hanno una determinata origine, rilevante per la qualità del prodotto, e un complesso di caratteristiche eccellenti, che derivano da fattori storici, geografici ed ambientali.
Proprio per quest’ultima ragione, il marchio collettivo, a differenza di quello d’impresa, può contenere anche indicazioni relative alla provenienza geografica.
Tutto è cominciato alcuni mesi fa, quando Fulvio Ponzuoli di Semproniano presidente dell’associazione La Piazzoletta, da anni ormai nel mondo del marketing, ha avuto l’idea di mettere in piedi il Si.It: «Si tratta di un progetto partito dal basso – spiega – con la partecipazione di aziende agricole, laboratori di trasformazione, strutture turistiche e persone che possono dare molto al nostro territorio, far conoscere e sfruttare le nostre bellezze naturali, i nostri piccoli borghi, la nostra biodiversità, i piatti e i prodotti tradizionali per creare offerte turistiche in ottica esperienziale e integrata. Tutti insieme faremo sistema per arrivare a un marchio collettivo».
Il progetto ha affascinato molti che stanno credendo in questa operazione e dopo due incontri coi sindaci di Semproniano Miranda Brugi e di Roccalbegna Massimo Galli, dopo l’adesione di circa 20-25 aziende – fra alberghi, ristoranti, laboratori di trasformazione, agriturismi, parchi, guide turistiche – l’operazione ha preso corpo e forma: «Avevamo dei percorsi già avviati – continua Ponzuoli – come i sentieri del gusto, la valorizzazione dei grani antichi, la tutela e la salvaguardia del patrimonio olivicolo millenario e molto altro. Si tratta, adesso, di mettere tutto queste forze imprenditoriali e ambientali di grande qualità sotto un unico marchio che possa raccogliere tante possibilità da proporre al turista: dall’enogastronomia alle biodiversità, al turismo esperienziale. Cibi, vini, sentieri, parchi».
Si tratta di un’offerta che si dovrà allargare ad altre territori oltre a Semproniano e Roccalbegna. Ponzuoli, infatti, spiega di aver già preso contatti con le realtà imprenditoriali di Manciano, Pitigliano e Arcidosso e di stare lavorando per suggerire pacchetti che comprendano il meglio dell’offerta locale: dal cibo all’ambiente, dalle escursioni guidate in parchi e riserve, alla magia della scoperta delle attività artigianali di questa propaggine d’Amiata. Intanto Ponzuoli e i suoi hanno creato gruppi sui social network dove si spiegano le caratteristiche dei prodotti, si apre la finestra sulle risorse della zona spesso sconosciute ai più.
«Per il marchio collettivo – conclude – siamo a buon punto. Praticamente è pronto il logo e stiamo curando le ultime pratiche burocratiche».
Nel giro di breve, dunque, si arriverà al battesimo del fuoco della prima vera griffe dell’Amiata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
