Il Tirreno

Grosseto

Aeroporto a Grosseto, gli imprenditori tirano la volata

di Giovanna Mezzana
Aeroporto a Grosseto, gli imprenditori tirano la volata

Pacini: «Se si aprisse ai voli di linea, sarebbe un riscatto. Cogliamo l’attimo. E pensiamo agli Hub» 

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GROSSETO. Mercoledì 7 marzo, ore 14. Francesco Pacini, presidente della Confindustria grossetana, è a Roma: sta andando all’aeroporto per raggiungere con un volo il Regno Unito. Per lavoro. Chissà se in un futuro – più o meno prossimo – potrà partire da Grosseto per atterrare nel Nord Europa. Per la Maremma, tradizionalmente penalizzata sotto il profilo delle infrastrutture, sarebbe un sogno che diventa realtà. Innesca molte aspettative la risposta di Enzo Vecciarelli, capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, a Seam, la società che gestisce l’aeroporto civile di Grosseto e che alla Forza Azzurra qualche settimana fa aveva chiesto una deroga allo storico “divieto” di ospitare voli di linea per lo scalo civile maremmano, causa vicinanza con la base militare Baccarini. Il generale Vecciarelli non ha detto sì – non è una questione da poco e deve pronunciarsi anche Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile – ma per la prima volta l’Aeronautica ha detto, nero su bianco, che la coesistenza tra traffico aereo militare e traffico aereo civile deve essere sicura ma anche proficua per entrambe le componenti. Insomma, ha detto che se ne può parlare. E allora? «Cogliamo l’attimo» dice Pacini.

Turismo e non solo. Al netto della tempistica e delle modalità che dovranno essere verificate – tant’è che lo staff del generale sta fissando un primo incontro tra Seam e Enac, «l’apertura dell’Aeronautica – dice Francesco Pacini, presidente della delegazione Grosseto di Confindustria Toscana Sud – è un fatto molto positivo per la possibilità di collegare la Maremma, già penalizzata in termini di infrastrutture, al resto dell’Europa»; Seam ha infatti bussato alla porta dell’Aeronautica e dell’Enac per farsi un varco lungo un percorso che prima o poi avrebbe dovuto battere per decollare davvero, cogliendo al volo la richiesta della compagnia aerea svizzera Skywork Airlines che vorrebbe testare un collegamento di linea Berna-Grosseto. Se la Forza Azzurra e l’Enac dovessero dire sì all’incremento del numero di movimenti annuali concessi allo scalo (oggi 1.450), «Per la nostra economia – aggiunge Pacini – sarebbe un bene. Per diversi settori: per il turismo ma anche per il manifatturiero perché l’aeroporto civile di Grosseto ha una pista importante e potrebbe accogliere non solo voli di linea per turisti ma anche voli per il trasporto merci».

Il crocevia. Se il percorso portasse al traguardo che Seam si è posta, «sarebbe necessario – nota Pacini “combinare” subito l’aeroporto di Grosseto con le infrastrutture viarie: penso alla Due Mari. E alla Rosignano-Tarquinia che, anche nel caso in cui non dovesse avere lo status di autostrada, verrà comunque potenziata: ecco perché per noi questo è un momento importante. Bisogna coglierlo – dice il presidente degli industriali grossetani – e bisogna evitare anche di penalizzare la tratta ferroviaria e i collegamenti con gli interporti di Livorno e Civitavecchia».

No all’aeroportino. È tardi o la Maremma è ancora in tempo? «Siamo dove siamo, bisogna guardare avanti – secondo Pacini – Avremo la Due Mari e la Quattro Corsie. Cerchiamo di inquadrarlo bene il nostro aeroporto, non guardiamo solo ai collegamenti con l’Europa, pensiamo anche in termini regionali e interregionali: pensiamo ai collegamenti con Milano, con Torino, con il Sud Italia; teniamo conto che oggi le compagnie aeree lavorano con gli hub. L’importante è che si eviti che ciascuno si faccia il proprio “aeroportino”». Il messaggio è chiaro.



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