Il Tirreno

Grosseto

Cinquantasei chili di coca nel container

di Francesca Gori
Cinquantasei chili di coca nel container

Arrestato un trentatreenne: sarebbe stato riconosciuto grazie alle immagini di videosorveglianza di un negozio 

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GROSSETO. Era già rientrato in Italia da alcuni giorni quando i carabinieri sono andati a bussare alla porta della sua casa a Rispescia, dove abita con la moglie e i figli. In mano avevano un mandato di cattura internazionale emesso dal pm di Amsterdam: il reato è quello di spaccio internazionale di droga. Il trentatreenne che abita a Rispescia è accusato di aver fatto entrare in Olanda cinquantasei chili di cocaina, nascosta nei profili di costruzione di un container.

Carlo Jose Jaime Cabrera è un trentatreenne di origini dominicane che da quattro anni abita in Italia con la moglie e quattro figli. Il 30 gennaio, alle 12,40, i carabinieri del nucleo investigativo del comando di Grosseto si sono presentati con il mandato d’arresto che era stato trasmesso il giorno prima dall’Olanda dove era stata trovata la droga. Poco lontano, in un’auto parcheggiata vicina al deposito dove la polizia ha trovato i 56 chili di cocaina, c’era il passaporto di Cabrera, del quale l’uomo aveva denunciato lo smarrimento.

Il viaggio in Olanda. Jaime Cabrera non ha mai negato di essere stato in Olanda. Ma ha detto più volte che lui, con tutta quella droga, non c’entra nulla. Difeso dall’avvocato Francesca Carnicelli, il trentatreenne era già rientrato a casa quando la polizia ha scoperto il container con i 56 chili di cocaina nascosti nei profili di costruzione. Il 3 gennaio, l’uomo era già tornato a Rispescia, utilizzando la carta d’identità che aveva con sé. Il passaporto lo aveva smarrito e per questo aveva presentato denunciato. Una volta arrivato in Italia però, la polizia olandese ha trovato il carico di droga e il passaporto dell’uomo non lontano dal container.

Gli arresti. In Olanda, il container con i 56 chili di cocaina era arrivato dall’Ecuador il 3 gennaio. L’8 gennaio era stato trasportato da Anversa a un terminal sul porto di Oosterhout, città che si trova nella provincia del Brabante Settentrionale. La polizia, quella stessa sera sentì delle voci arrivare dal container: c’era un uomo che era stato subito arrestato, mentre altri due erano stati trovati accanto al cancello e portati in carcere.

Gli indizi. La polizia, vicino al container, aveva trovato anche alcuni utensili e una scala a pioli e dietro al container, una Citroen con all’interno il passaporto di Cabrera e la ricevuta di un negozio di fai da te dove erano stati acquistati gli utensili. Le telecamere del negozio avevano ripreso proprio il trentatreenne mentre acquistava quegli oggetti. Per questo il dominicano che abita a Rispescia è sospettato di concorso nell’importazione di 56 chili di cocaina.

La convalida dell’arresto. Su Jaime Cabrera pende ora una richiesta di estradizione: la Corte d’Appello, che è competente in materia di reati internazionali. «Il mio cliente era già in Italia dove vive con la sua famiglia - dice l’avvocato Francesca Carnicelli - quando è stata trovata la cocaina nel container. Si dichiara estraneo ai fatti: aveva già presentato la denuncia di smarrimento del passaporto che è stato poi trovato in quella Citroen».

Il trentatreenne viaggia spesso: lavora come commerciante di auto che acquista in Germania e rivende in altri paesi esteri. Il giudice della Corte d’Appello ha convalidato l’arresto di Jaime Cabrera che è tuttora al carcere di via Saffi in attesa di estradizione.

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