Attenzione
Abusi nell’annesso, assolto l’assessore
Castel del Piano: prosciolti anche la moglie, il funzionario comunale, l’impresario e il geometra della sanatoria
CASTEL DEL PIANO. Tutti assolti (il fatto non sussiste) per un abuso edilizio e, per uno degli imputati, anche dalla più grave imputazione di abuso d’ufficio, in relazione alla ristrutturazione di un annesso per ricavare box per cavalli, con aumento di volumetria e modifica di sagoma e prospetti e con cambio di destinazione d’uso da annesso agricolo ad abitazione.
Così ha deciso il collegio del Tribunale (Giovanni Puliatti presidente, Giovanni Muscogiuri, Andrea Stramenga) nel processo che vedeva imputati Salvatore Panebianco, indicato nell’imputazione proprio come assessore alle opere pubbliche del Comune di Castel del Piano, e la moglie Roberta Pelosi, comproprietari del fondo in località Pian di Bartolo di Montegiovi, nonché committenti (difesa Francesca Cima). Sotto accusa anche il titolare dell’impresa esecutrice dei lavori, Renzo Mancini (avvocato Roberto Ginanneschi), e il responsabile del procedimento per la Dia 15 n. 15 del 2008, Paolo Pericci (avvocato Claudio Ciri). I lavori risalivano al 2009, le contestazioni a quanto avvenuto nel 2011. Lavori prescritti, ma i difensori avevano chiesto che l’istruttoria facesse piena luce. Tutti erano accusati di aver realizzato e fatto realizzare in zona agricola una ristrutturazione abusiva, per assenza di permesso di costruire o in difformità totale o comunque con titolo edilizio non idoneo: un annesso agricolo raddoppiato di volumetria (da 72 a 147 metri cubi), dotato di veranda, servizio igienico e impianto di depurazione per cinque abitanti. Queste erano opere che la Procura identificava come previste nel titolo edilizio assentito. Ma ce ne sarebbero state anche non previste in quel titolo: e, sempre secondo la Procura, sarebbero costituite dal cambio di destinazione d’uso dell’annesso agricolo, diventato immobile residenziale con una diversa distribuzione interna dei locali (volumetria complessiva 171 metri cubi). A Pericci era stato contestato anche un abuso d’ufficio, relativo all’aver consentito di eseguire opere in violazione di leggi e regolamenti: l’aver assentito una Dia non onerosa anziché l’aver preteso il permesso e il cambio di destinazione d’uso consentito solamente per edifici di aziende agricole (da 170 metri cubi in su) con norme che non consentono il cambio della destinazione d’uso agricola. Marito e moglie avrebbero così ottenuto, secondo l’accusa iniziale, un incremento del valore economico del bene.
Assolto anche il geometra Massimiliano Ferrara (avvocato Ilaria Vichi), imputato di false dichiarazioni nell’accertamento di conformità in sanatoria presentato per Pelosi. Il pm Arianna Ciavattini aveva sollecitato l’assoluzione.
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