Il Tirreno

Grosseto

Udito, i giovani sempre più a rischio

Udito, i giovani sempre più a rischio

Oggi la Giornata mondiale per la sensibilizzazione. Suggeriti corretti stili di vita: non abusare di cuffie e auricolari

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Viola aveva problemi di udito. Se ne erano accorti i genitori quando la bambina aveva due anni: rispondeva solo se il tono di voce con cui era chiamato era alto; era nervosa, tendeva a parlare poco. Viola adesso sente: le è stato impiantato un apparecchio cocleale. Ma la strada per un’integrazione completa è lunga e non è facile.

Della storia di Viola (il nome è di fantasia) hanno parlato, tramite la Asl Toscana Sud Est, i genitori della bakmbina. Perché oggi è il terzo World Hearing Day, la Giornata Mondiale dedicata alla cura dell’udito, promossa ogni anno dall’ Organizzazione mondiale della sanità e dal Ministero della salute. Il tema del 2018 è tutto proiettato al domani: “Hear the Future” è lo slogan lanciato dall’Oms per accendere i riflettori sul fatto che un numero sempre crescente di persone accusi problemi di udito. La sordità è spesso legata alla genetica e all’invecchiamento, ma a rischio oggi sono sempre più i giovani. A preoccupare l’Oms sono soprattutto i più piccoli: 32 milioni di bambini al mondo presentano problemi uditivi.

Racconta la mamma di Viola: «Ci siamo recati subito dall’otorino ma la diagnosi che ci ha fatto cadere il mondo addosso è arrivata dal Meyer: ipoacusia acuta e profonda. Se inizialmente riusciva a sentire i rumori più forti, con il passare del tempo ha perso del tutto l’udito. Ho immaginato un ambiente senza suoni e ho provato paura e smarrimento: non sentiva la mia voce, le voci degli altri, i rumori, la musica. Come sarebbe stato il suo futuro?».

Il confronto, prima con il marito e poi con i professionisti, ha permesso di elaborare il dolore e di intraprendere la strada giusta per garantire un futuro sereno alla piccola. «La scienza è andata avanti e i medici ci hanno guidato nelle scelte migliori – aggiunge la mamma - Nostra figlia è stata da poco sottoposta a un’operazione. Adesso ha un impianto cocleare in grado di ripristinare una buona funzionalità uditiva nelle persone con sordità profonde».

Ancora molta strada deve essere invece fatta per abbattere le barriere architettoniche e di integrazione. «Nella nostra esperienza abbiamo avuto modo di confrontarci anche con altre famiglie - conclude la mamma - e abbiamo deciso di portare avanti un progetto. E’ stato difficile accettare che alcune scuole non siano pronte ad accogliere i nostri figli. In questo tempo ci siamo resi conto di quanto fosse importante per Viola guardare il nostro labiale e la mimica facciale per comunicare. Sono pochi e semplici gesti da utilizzare, soprattutto in quei luoghi dove l’integrazione è uno degli obiettivi».

In Italia 7 milioni di persone soffrono di problemi uditivi (11,7% della popolazione). Per prevenire la perdita di udito nei bambini è importante la vaccinazione regolare, la limitazione dell’accesso ad alcuni farmaci e la riduzione dei livelli di rumore. La diagnosi precoce è il primo passo per un’azione concreta. Nel nostro paese l’ipoacusia riguarda una persona su tre tra gli over 65. Ma sono ancora troppo poche le persone che effettuano controlli dell’udito. Invece ai giovani tra i 12 e i 35 anni, che secondo l’Oms sono a rischio sordità, è consigliata l’adozione di corretti stili di vita: non abusare di cuffie e auricolari e utilizzare i tappi per le orecchie nei luoghi di intrattenimento o di lavoro troppo rumorosi. La Giornata di oggi ha lo scopo di sensibilizzare su questi temi.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa