Sicurezza
Rimane in carcere l’uomo arrestato con la droga
CIVITELLA PAGANICO. Lui ha raccontato di aver perso il lavoro perché gli affari andavano male. Non aveva saputo a che santo votarsi e aveva deciso di dedicarsi all’attività illecita, quella della...
CIVITELLA PAGANICO. Lui ha raccontato di aver perso il lavoro perché gli affari andavano male. Non aveva saputo a che santo votarsi e aveva deciso di dedicarsi all’attività illecita, quella della droga. Un’attività consistente, visto che la polizia di stato gli ha sequestrato 6,7 chili di hashish, 1,3 chili di marijuana e quasi dieci grammi di cocaina, oltre al consueto materiale per il confezionamento delle dosi.
E proprio perché la quantità è ingente, perché appare chiaro la finalità di spaccio, e perché è impossibile concedere attenuanti relativi al quinto comma della legge sugli stupefacenti, il giudice delle indagini preliminari Sergio Compagnucci ha lasciato in carcere Giovanni Borghi, 43 anni, arrestato insieme alla moglie Osmaida Anya Herrera. Quest’ultima invece lascia la cella (era stata portata nel carcere di Pisa) per tornare nell’abitazione del Comune di Civitella Paganico: non è ai domiciliari come chiesto dal pm Arianna Ciavattini ma comunque non potrà uscire da casa tra le 20 e le 7. Il suo deve essere stato ritenuto un ruolo minore rispetto a quello del marito, che tra l’altro ha un precedente specifico risalente a poco tempo fa, con un processo di secondo grado concluso di recente a Roma.
Bianchi, assistito dall’avvocato Micol Manenti, ha avuto un atteggiamento collaborativo sin dal primo momento. Ha spiegato al giudice che fino più o meno a un anno fa lavorava: faceva l’ambulante, girava le piazze della nostra provincia, anche quella di Grosseto. Poi gli affari erano andati a rotoli e Bianchi aveva dovuto chiudere il banco. Una scelta obbligata. Poi nella testa di Bianchi deve essersi fatta strada l’opportunità di portare a casa qualche soldo con la droga. Ma i suoi movimenti non sono sfuggiti alla polizia di stato, che per alcuni giorni aveva sorvegliato l’appartamento di Paganico. Lunedì 26 l’arresto e il sequestro della droga, di due bilancini, di un coltello, di un rotolo di cellophane.
Le indagini, chiaramente, proseguono: per capire da chi Bianchi si sia potuto rifornire di tutta quella droga.
(p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google