Finanza
Promod chiude e licenzia le commesse
Ascom: «Guardiamo positivo, imprenditori veneti in cerca di un fondo». E si apre il dibattito sull’ordinanza antidegrado
GROSSETO. Chiude il negozio di abbigliamento “Promod” e i dipendenti – quattro addetti alla vendita e un responsabile della boutique di corso Carducci – perderanno il posto di lavoro. Non si arresta l’effetto-domino delle chiusure dei negozi nel centro storico, anche se – a conferma che il salotto buono cittadino ha ancora capacità di attrarre investitori – Ascom Confcommercio annuncia che un grande gruppo imprenditoriale veneto sarebbe a caccia di fondi sfitti per aprire a Grosseto: in centro. Martedì, intanto, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha annunciato un’ordinanza antidegrado che solleciterà una tenuta più decorosa dei fondi sfitti. E all’esortazione del primo cittadino arriva la risposta di Stefano Adreini, la cui famiglia è legata a doppio filo alla storia del commercio grossetano: «Io in cinque minuti pulisco – dice (e il riferimento è ad un fondo commerciale inutilizzato e di sua proprietà) – ma il degrado del centro storico è ben altro».
Qui corso Carducci. Sono giorni, anzi settimane, che si inseguono voci di nuove chiusure lungo il corso. Al centro dei rumor ci sono: la boutique Promod, marchio francese del prêt-à-porter da donna e lo store H&M dell’omonimo colosso svedese. Per Promod Italia ci rispondono dall’ufficio personale di Milano e ci confermano la cessazione dell’attività: Promod ha aperto una procedura di mobilità a livello nazionale nella quale rientrano anche i cinque dipendenti della boutique di Grosseto. Buone notizie invece per Hennes & Mauritz Ab: dal settore comunicazione di H&M Italia assicurano che il negozio non chiuderà.
I veneti in arrivo. L’addio a Grosseto di MediaWorld e di Old Wild West ma anche la lenta agonia dei piccoli negozi asfissiati dalla grande distribuzione-formato centro commerciale – due gli shopping centre, uno al Casalone e uno al Commendone – sono stati uno dei temi del dibattito politico in vista del voto di domenica. Ascom Confcommercio, che ha ospitato uno dei confronti tra i candidati per un seggio in parlamento, annuncia che – passato il ciclone della campagna elettorale e uscito il risultato dalle urne – presenterà all’Amministrazione comunale un dettagliato report con richieste e proposte di dove e come si possa intervenire per salvare, rilanciare, investire nel comparto del commercio, a partire dal centro storico. Non tutto è perduto, secondo l’associazione: «Ho avuto contatti in prima persona con un importante imprenditore veneto – dice la direttrice di Confcommercio Gabriella Orlando – che sta cercando un fondo in centro: e questo conferma che il nostro centro storico attrae ancora».
Adreini versus sindaco. E intanto non è piaciuta granché ad Andreini, nome storico della pelletteria grossetana, l’annunciata ordinanza antidegrado del sindaco per i fondi non utilizzati. Tutto parte da una foto uscita nell’edizione di ieri del Tirreno e che “immortala” uno dei tanti negozi chiusi del centro storico: «Ho visto pubblicata sulla prima pagina del vostro giornale – scrive Andreini al Tirreno – una foto che ritrae l’interno delle vetrine del mio negozio di via San Martino 24, conosciuto come “Andreini Borse”. Data l’infinità di inutili chiacchiere fatte dalle varie amministrazioni comunali, dico che invece di preoccuparsi di un po’ di polvere, sarebbe opportuno che pensassero alla “distruzione” che hanno operato in questi anni, facendo chiudere decine di negozi con relativa perdita di centinaia di posti di lavoro. Io, in cinque minuti, pulisco, il degrado vero del centro storico è ben altro. Invito l’amministrazione comunale a leggersi la parabola di Luca 6, 41: quella della pagliuzza» “nell’occhio di tuo fratello” versus “la trave che è nel tuo”. «Non è pulendo una vetrina – aggiunge – che fai riaprire decine di negozi ai quali, già colpiti dalla crisi, hai dato la botta finale con le aperture di centri commerciali che, per numero di abitanti, non ci sono nemmeno a Firenze».
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