La manifestazione
MediaWorld: «Modello di vendita vecchio»
Ecco le ragioni della crisi del marchio tedesco di elettronica secondo Cgil Filcams. Domani sciopero
GROSSETO. La crisi dei consumi è un dato di fatto ma dietro ogni serranda che si abbassa – a Grosseto come altrove in Italia – possono esserci altre cause che concorrono alla debacle. La pensa così Cgil sulla crisi del brand MediaWorld che porta con sé la chiusura dello store del centro commerciale Aurelia Antica: 25 i dipendenti sul filo del rasoio.
«La crisi del negozio di Grosseto viene da lontano – dicono il segretario provinciale di Cgil Filcams Massimiliano Stacchini e la funzionaria Eleonora Bucci –ed è dovuta alle inadempienze di Mediamarket (società proprietaria del marchio) che non ha investito nella modalità di vendita multicanale come avrebbe dovuto fare, invece, per rispettare un accordo firmato col sindacato per la ristrutturazione» della rete di vendita. Tale strada verso la salvezza si era prospettata tre anni fa quando Mediamarket dichiarò lo stato di crisi e l’esubero di 1. 000 dipendenti; dopo una trattativa, venne firmato col sindacato un accordo che riduceva gli esuberi a 130, ma impegnava Mediamarket a investire sulla modalità di vendita multicanale, a rivedere l’organizzazione del lavoro e la gestione delle vendite online. Secondo Cgil Filcams, invece, Mediamarket avrebbe continuato a rimanere ancorata a un modello di vendita obsoleto. «Gli store di vecchia concezione – spiegano Stacchini e Bucci – non attirano più la clientela che si orienta verso negozi/showroom integrati con il web dove può testare i prodotti dal vivo per poi acquistarli online, spuntando prezzi più bassi e consegne a casa, dai corrieri. Quella della multicanalità è una tendenza che, piaccia o non piaccia, si sta affermando e rispetto alla quale bisogna agire con tempestività». «A luglio – continuano i sindacalisti – già inadempiente, Mediamarket si è volatilizzata per ricomparire a febbraio e dirci che nel 2017 ha perso 17 milioni di euro e quindi deve chiudere il negozio di Grosseto e Milano stazione centrale». Nel mezzo ci sono 25 dipenenti dello store grossetano che domani incroceranno le braccia e manifesteranno dalle 9. 30 alle 12. 30 davanti all’Aurelia Antica. «Non possiamo accettare – conclude Cgil Filcams – che ai lavoratori si diano 40 giorni per rivoluzionare le propria vita»: Mediamarket ha messo sul piatto solo la chance del trasferimento, per lo più nel nord Italia e nel sud Italia. Intanto si fa avanti il colosso Euronics, pronto a prendere il posto di MediaWorl nel fondo del Casalone. (g. m.)
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