Sicurezza
«Carcere nuovo e marchio locale»
Rossi e Donzelli (FdI) promettono un penitenziario da 150 posti e la creazione di un’etichetta per i prodotti maremmani
GROSSETO. Alla vigilia della chiusura del tour elettorale, Fabrizio Rossi e Giovanni Donzelli, candidati a Senato e Camera per Fratelli d’Italia, tornano a Grosseto e tirano la riga delle loro proposte, concentrandosi sul territorio. Quattro le promesse che spiccano nel programma: la costruzione di un nuovo carcere da 150 posti a Grosseto, la messa in sicurezza della rete viaria e l’impegno per la Tirrenica, la creazione di un marchio MiM - Made in Maremma per la valorizzazione dei prodotti locali, l’uscita dalla Bolkestein.
«Il carcere di Grosseto è obsoleto e nel cuore del centro storico – dice Rossi –. Il nostro proposito è di costruirne uno nuovo da 100-150 posti, accorpando quello di Massa Marittima. Dal governo Letta in poi è stato un susseguirsi di leggi svuota carceri e di inaccettabili automatismi di sconto di pena. Le carceri vanno costruite, non chiuse. Per noi la sicurezza dei cittadini passa prima di tutto dalla certezza della pena e non dalle sanatorie e dall’indulgenza che in questi anni hanno caratterizzato le politiche della sinistra».
Il carcere grossetano, che può ospitare una trentina di detenuti, da tempo è nella lista delle strutture da smantellare. Nel 2013 il ministero della giustizia ne annunciò l’imminente chiusura.
Rossi ipotizza la nuova struttura sempre in città, ma fuori dal centro, «uno spazio di 5, 6 ettari». Il costo stimato? «Venti o 30 milioni di euro» dice Donzelli, che sarebbero «fondi statali ed europei». «Il carcere dismesso di via Saffi potrebbe essere messo a disposizione di chi vuole investirci, oppure ospitare altri tipi di attività», dice Rossi. Da tempo il vicino Museo di Storia Naturale della Maremma culla l’idea di allargare i suoi locali, un’ipotesi che Rossi non scarta.
Per le infrastrutture «non si può più indugiare – hanno aggiunto gli esponenti di Fratelli d’Italia – questo territorio ha bisogno di un rafforzamento delle infrastrutture stradali e aeroportuali».
Per la valorizzazione dei prodotti, Rossi e Donzelli promettono di creare un marchio di riconoscimento di quanto realizzato in Maremma, non solo nell’agroalimentare. «L’obiettivo – spiegano – è tutelare le peculiarità locali dall’assalto straniero dei surrogati low cost – dicono Donzelli e Rossi –. La Maremma è conosciuta in tutto il mondo ed è necessario sfruttare al meglio le sue potenzialità».
Quanto alla direttiva Bolkestein, l’obiettivo è di sottrarre gli ambulanti all’obbligo di osservarla, «come hanno fatto Spagna e Portogallo», dicono Donzelli e Rossi.
Francesca Ferri
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