Sicurezza
Cagnolino ingoia un amo L’odissea della padrona
Disavventura sulla spiaggia di Follonica per un cucciolo operato poi d’urgenza La famiglia segnala il rischio al Demanio: «Trattati con sufficienza e sarcasmo»
FOLLONICA. Una tranquilla passeggiata sul mare insieme a un cucciolo di border collie si è trasformata in un incubo. Riccarda Deri, cinquantatreenne follonichese, da giovedì vive – come si suole dire – con il cuore in mano: il suo cane Argo, di appena cinque mesi, è stato operato d’urgenza dopo aver ingerito un amo da pesca. Ha rischiato di morire. Ora lui è fuori pericolo ma per lei è stata una gran brutta esperienza: e non solo perché ha temuto di perdere la sua bestiola.
«Soltanto da oggi (ieri per chi legge, ndr) il nostro cane è fuori pericolo – ci dice – Sono stati giorni terribili e sappiamo che sarà difficile che Argo torni perfettamente in salute». Giovedì della scorsa settimana il cane è uscito per una passeggiata insieme al suo padrone e ha ingerito un amo da pesca della dimensione di una moneta da cinque centesimi: da lì la corsa dal veterinario, l’operazione e la lunga convalescenza che per un cucciolo non è semplice, vista la sua vitalità. «Mio marito aveva portato Argo sul tratto di spiaggia che va dalla colonia marina alla polveriera – racconta Riccarda – e che in parte è dedicato ai cani; in molti vanno lì a passeggiare in inverno e, dopo la disavventura di Argo, ho scoperto che la stessa sorte è già toccata a molti alti cani portati dai proprietari su quel tratto di litorale». Sembra che il cane abbia trovato l’amo abbandonato sulla duna e non vicino al mare: «Segno che non si è trattato di una mareggiata – dice Riccarda – ma di un abbandono volontario fatto da qualche pescatore che non ha pensato al pericolo che poteva procurare». Il marito di Riccarda ha visto all’improvviso un filo penzolare dalla bocca del cucciolo e ha provato a tirarlo: «Lo ha fatto delicatamente, ma a quanto pare l’amo ormai era arrivato allo stomaco» dice.
Così Riccarda e il marito hanno portato Argo alla clinica veterinaria di Francesca Colarusso: «La veterinaria ha capito che l’amo si era attaccato alla parete gastrica e l’ha subito operato – descrive– oggi Argo è tornato a casa e, tutto sommato, sta bene ma ha rischiato di morire. Da giovedì non abbiamo occhi che per lui, dobbiamo stare attenti che nonsi strappi i punti, e dobbiamo seguire attentamente la sua alimentazione». Per salvare il proprio amico a quattrozampe si fa di tutto ma quella capitata a Argo è una disavventura che può costare a una famiglia diverse centinaia di euro; oltre all’operazione, ci sono le lastre di controllo, il cibo adeguato e i medicinali; un incidente simile può costare fino a mille euro.
Riccarda ha voluto denunciare il fatto per evitare che quello che è successo a Argo possa capitare ad altri cani. Tant’è che, racconta: «Mi sono rivolta alla polizia municipale, che mi ha mandato alla Capitaneria di porto; qui mi hanno detto che sono a conoscenza del problema ma che non esiste una legge per far sì che certe cose non accadano. Così mi hanno detto di rivolgermi all’ufficio del Demanio. Lì sono stata trattata con sarcasmo e scarsa professionalità: mi è stato detto che le spiagge in inverno non si possono pulire e che non avrei dovuto portare lì il cane». L’episodio le ha lasciato l’amaro in bocca: «Non mi aspettavo una soluzione – dice – ma almeno un po’ di comprensione e un minimo di interesse e di capacità di ascolto per provare a risolvere il problema dei tanti ami sulla spiaggia», che possono essere un pericolo anche per i bambini.
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