Il Tirreno

Grosseto

Scuola da trasferire, voci di dissenso

di Gabriele Baldanzi
Scuola da trasferire, voci di dissenso

Ribolla: alcuni genitori si dicono contrari. La spesa è ritenuta eccessiva, viene chiesto di sistemare il vecchio edificio

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RIBOLLA. L’assemblea che lunedì si è svolta a Ribolla, con il sindaco e i genitori, ha confermato il percorso intrapreso dal Comune di Roccastrada per ridurre i disagi provocati a 280 famiglie dal sequestro del plesso che ospitava elementari e medie e favorire il ritorno degli alunni a Ribolla. Si procederà alla realizzazione di una scuola provvisoria con moduli prefabbricati, dove saranno ospitati i 216 alunni attualmente trasferiti a Roccastrada. Gli altri, i bambini di sei anni, continueranno a essere ospitati nella Materna.

A partire dal prossimo martedì il mercato settimanale di Ribolla sarà trasferito in piazza della Libertà per consentire l’inizio dei lavori per tirare su il prefabbricato. L’amministrazione comunale sta concludendo la gara di appalto, per poi avviare l’intervento che dovrebbe concludersi entro i primi giorni di aprile. La scuola prefabbricata resterà montata in piazza della Paga fino al 30 giugno; nel frattempo si spera che la Corte di cassazione si pronunci in modo definitivo sulla “praticabilità” del vecchio edificio. Il sindaco ha anche ribadito che da settembre, in caso di evoluzione negativa della vicenda, ci sarà un piano B, e cioè il trasferimento della scuola in un nuovo spazio, anch’esso provvisorio.

Poche le voci contro. Ma soprattutto isolate. C’è il padre a cui la soluzione del prefabbricato proprio non piace. «La scuola temporanea di Ribolla – si legge nella mail di un genitore – costerà alla comunità 250 mila euro di soldi pubblici per ospitare temporaneamente (solo fino al 30 giugno) gli alunni che in questi giorni stanno viaggiando da Ribolla a Roccastrada. È una cifra esorbitante: quasi 6 mila euro al giorno, più i costi per i consumi energetici della nuova struttura. Meglio continuare a viaggiare».

Due mamme invece hanno scritto ai giornali allegando una lettera al presidente della Repubblica, al ministro dell’istruzione, al governatore Enrico Rossi e ovviamente al sindaco del Comune di Roccastrada, che ancora però non l’ha ricevuta. Si chiede, in sintesi, di avviare una ristrutturazione del vecchio fabbricato, un adeguamento («anche perché il livello antisismico per le scuole si è ribassato»), lasciando perdere la progettazione di un nuovo plesso. «Il Comune risparmierebbe così milioni di euro». Non piace neanche la zona dell’eventuale nuovo edificio: «Siamo vicino al cimitero in un posto lontano dal centro di Ribolla e inoltre per andare a scuola sarà necessario attraversare la strada provinciale molto trafficata». Il timore delle due donne promotrici della missiva è anche quello che la vecchia scuola abbia una destinazione non gradita. «Il sindaco durante l’incontro con i cittadini il 9 febbraio scorso ha detto che la scuola è un monumento storico e gli dispiacerebbe se fosse abbattuto. Ma allora per cosa sarà usata? Tornerà forse a essere dormitorio, un centro di accoglienza per gli immigrati? Una simile tendenza si osserva in altri comuni. Il Comune di Roccastrada ospita già tanti migranti».

Ieri il primo cittadino Francesco Limatola ha di nuovo rassicurato tutti: «È normale che tra 600 persone possa esserci qualcuno che ha idee diverse rispetto alle nostre. Di certo ogni scelta compiuta viene valutata con estrema attenzione, a partire dalla fattibilità economica. Rispetto il dissenso, ma alcune considerazioni sono completamente errate e nascono dalla poca informazione. Per esempio la storia dei migranti che potremmo, presto o tardi, alloggiare nel vecchio plesso è una bufala. E si capisce anche la matrice. . .»

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