Il dolore
«Per garantire più sicurezza stop al business immigrazione»
GROSSETO. «La nostra sicurezza passa dal controllo del territorio e dei suoi confini»: parola di Mario Lolini (Lega), candidato del centrodestra alla Camera che ieri ha ribadito il pensiero leghista:...
GROSSETO. «La nostra sicurezza passa dal controllo del territorio e dei suoi confini»: parola di Mario Lolini (Lega), candidato del centrodestra alla Camera che ieri ha ribadito il pensiero leghista: meno migranti, più sicurezza.
«Il nostro Paese è cambiato», assicura Lolini. «Ed è cambiato in peggio a causa delle scellerate politiche migratorie volute dai governi di sinistra degli ultimi anni. Il danno causato al nostro sistema è grave ma siamo ancora in tempo se interveniamo in maniera tempestiva ed energica. È necessaria una ripresa del controllo dei confini e il blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti. L’Italia dovrà stipulare trattati e accordi con i Paesi di origine dei migranti economici e impegnarsi nel rimpatrio di tutti i clandestini. In molti dei nostri borghi – prosegue il candidato – non esiste più un presidio delle forze dell’ordine: è così che molte delle nostre comunità, dove il fenomeno immigratorio è caratterizzato da soli uomini singoli, degeneri spesso in comportamenti ed episodi che mettano in crisi la serenità delle nostre popolazioni. Dobbiamo garantire ai nostri paesi, specie quelli più lontani dai centri maggiori, dove la popolazione è spesso anziana, il controllo del territorio da polizia e carabinieri che svolgano attività di prevenzione e possano intervenire in maniera celere ed efficace in caso di emergenza. Dovremo introdurre il principio che la difesa è sempre legittima, istituire poliziotti di quartiere e estendere l’esperimento “strade sicure”».
Per Lolini in ogni caso «il problema è a monte: è necessario interrompere il sistema internazionale che regge il business dei richiedenti asilo. Vogliamo introdurre una nuova fattispecie di reato specifica, finalizzata a sventare le organizzazioni internazionali per la tratta degli esseri umani. Vogliamo che la polizia giudiziaria possa raccogliere prove sul contrasto all’immigrazione clandestina attraverso la presenza di personale sulle navi Ong e vietare lo sbarco a quelle che la rifiutano. Infine, vogliamo rifondare e implementare il numero dei Centri di Identificazione ed Espulsione in non meno di uno per ogni Regione».
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