Sicurezza
Il futuro della pineta: esperti a confronto
Contro incendi e insetti killer, domani a Marina di Grosseto il convegno organizzato da Pro loco e Accademia dei Georgofili
MARINA DI GROSSETO. Era iniziato con un accenno, lungo la strada, a qualche centinaio di metri di distanza. Un fuocherello che era stato spento. Ma dopo qualche ora aveva rialzato la testa e, fulmineo, aveva attraversato un capo di sterpaglie e invaso il suo vivaio, un bellissimo giardino sotto la pineta di Principina a Mare. Era l’agosto del 2016 e non era la prima volta che Loretta Teresini, e con lei i maremmani, vedevano la pineta bruciare. Né sarebbe stata l’ultima. Quattro anni prima il disastro alle porte di Marina di Grosseto. La scorsa estate il rogo che ha lambito le case, sempre a Marina di Grosseto, e l’ecatombe di Castiglione della Pescaia, solo per ricordare gli episodi più drammatici.
È da qui che Loretta Teresini, titolare del Vivaio Principina, responsabile del gruppo di lavoro sulle pinete formato da cittadini di Marina e Principina e referente per Principina a mare della Pro loco di Marina di Grosseto e Principina a mare, ha voluto e realizzato la giornata di studio che domani porterà all’Hotel Terme Marine Leopoldo II di Lorena undici esperti, sotto l’egida dell’Accademia dei Georgofili. Professori, tecnici, amministratori faranno il punto sulla pineta litoranea, ne analizzeranno i problemi e, cosa più importante, stileranno un protocollo di interventi da poter applicare in tutta Italia.
«Essere colpiti in prima persona da un incendio ti fa scattare ancora di più la voglia di tutelare la pineta, che è un patrimonio irrinunciabile, sia dal punto di vista naturalistico che economico, per il turismo. E questa tutela va messa in atto subito», ha spiegato ieri Teresini nella conferenza stampa di presentazione, in Comune, alla quale hanno partecipato anche il professor Amedeo Alpi, presidente della sezione centro ovest dell’Accademia dei georgofili, Benvenuto Spargi (Ordine dottori Agronomi e dottori Forestali di Grosseto), Maurizio Biancotti, presidente della Pro loco, e gli assessori Riccardo Megale (Lavori pubblici) e Fausto Turbanti (Protezione civile).
«Quando Loretta ha ipotizzato questa giornata, l’abbiamo subito messa al primo punto – spiega Biancotti –. Il nostro ruolo, come Pro loco, è quello di agevolare dibattiti, incontri e studi per dare degli strumenti. E quello che sarà fatto durante il convegno può diventare un modello».
Un modello che non sarebbe possibile realizzare senza la presenza di istituzioni scientifiche. In primo luogo l’Accademia dei Georgofili, il cui presidente della sezione centro ovest è il coordinatore e l’anima della giornata. Alpi ha portato il saluto dell’Accademia dei Georgofili nazionale e si è detto molto colpito dagli incendi che hanno riguardato una pineta a lui cara, visto che ha una casa a Principina. Ma ha anche ricordato che oltre al fuoco ci sono anche i problemi legati ai due insetti fitopagi (la cimice americana e il matsococcus) che hanno attaccato le due specie di pino della costa, il pino domestico e il pino marittimo. «A Principina – ha detto Alpi – il 50 per cento degli alberi è stato perso».
E il resto? «Tra incendi, attacchi di insetti e quel suolo precario perché poggia sulla sabbia, per gestire il bosco bisogna stare in un equilibrio precario», ha spiegato il professore, che sostiene l’importanza di non togliere il sottobosco e guarda con scetticismo alla sostituzione dei pini con altri alberi, come alcuni suggeriscono. «Ogni albero ha i suoi problemi», ha spiegato.
Benvenuto Spargi ha sottolineato come il momento sia cruciale. «In quattro, cinque anni abbiamo perduto tra 200 e 300 ettari di pineta e altri boschi e siamo a un punto in cui devono essere fatte delle scelte – ha detto –. La pineta così è ingestibile. Non è casuale che negli ultimi tre, cinque anni si siano verificati incendi pericolosi per le persone. A luglio sono bruciate 23 auto e sarebbe bastata una finestra aperta perché il fuoco potesse diventare pericolosissimo. Siamo a uno spartiacque. Dobbiamo definire un obiettivo tutti insieme. E la definizione spetta al cittadino, non ai tecnici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
