La manifestazione
«Da qui non voglio andare via»
Castiglione: ha 75 anni e vive da tempo in una baracca ora dichiarata abusiva
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Giovanni Crescioli, pensionato fiorentino di 75 anni, da quella casa non se ne vuole proprio andare. Ormai la sua vita scorre in quel pezzetto di terra in Val Borgina, in campagna a qualche chilometro dal centro abitato di Castiglione della Pescaia, da quando la vita lo ha costretto a rifugiarsi lontano dagli affetti.
La storia parte nel 1997. Crescioli decise infatti di compare quel piccolo appezzamento, circa 870 metri quadrati in tutto, ben consapevole che era un terreno agricolo. Un orto insomma. Per i primi anni Giovanni, che a Firenze aveva un’officina da meccanico fino al momento della pensione, veniva regolarmente nei fine settimana a Castiglione, e in quell’area ci passava di fatto le vacanze estive, magari in una roulotte o nel camper di famiglia. Il piccolo appezzamento è a ridosso di alcune abitazioni in una strada vicinale, di fatto “nascosta” al traffico. Nel corso degli anni poi, aveva deciso di tirare su la classica baracca. Qualche sopralluogo a quanto pare era già avvenuto in passato, ma Crescioli non aveva mai pensato di chiedere magari un condono edilizio, per rendere stabile la costruzione se ci fossero state le condizioni, o almeno provarci. La situazione però è cambiata radicalmente nell’ottobre del 2014: nella tarda mattinata una bombola del gas scoppiò all’interno della sua roulotte (un corto circuito all’origine dell’incendio che provocò poi la deflagrazione), con Giovanni che rimase illeso per miracolo riuscendo a scappare. Il piccolo annesso, roulotte compresa, bruciò però completamente. L’intervento dei vigili del fuoco fu determinante per scongiurare un disastro maggiore, anche perché un’antenna da radioamatore del Crescioli, la sua passione, si schiantò sulla linea elettrica, mettendo al buio tutto il vicinato.
Da quel momento era impossibile non vedere quello che il pensionato, con i tanti acciacchi dell’età ma anche di qualche problema circolatorio più grave, aveva nel tempo costruito. Crescioli non ha mai voluto trasferirsi: il Comune, ben capendo la situazione, gli ha proposto di sistemarlo in una casa dell’emergenza abitativa. Lui testardo ha rifiutato, chiedendo in un primo momento il permesso al Comune per mettersi in regola con la nuova costruzione, che però vista la zona agricola e le restrizioni l’amministrazione proprio non poteva concederlo. In questi giorni, con la “casa” rimessa in piedi, sempre abusivamente ovviamente, sono arrivate le nuove diffide che gli intimano di ripristinare i luoghi come d’origine.
«Ormai questa è casa mia – spiega Giovanni Crescioli – ci vivo da decenni, ci pago le tasse, sono allacciato alla corrente e alla luce. Ho anche risposto al Comune con una lettera spiegando la mia situazione. Ho visto la morte in faccia e sono stato salvato solo all’ospedale di Careggi a Firenze, dopo che a quello di Grosseto mi avevano dato per spacciato. Con la mia pensione da 870 euro e senza altri introiti, non sono in grado di fare grandi cose, possiedo solo questo terreno, acquistato nel 1997, e dove dal 2001 ho la residenza. Pago le tasse anche della spazzatura con la compostiera. Chiedo solo di proseguire il mio percorso di pensionato, senza gravare su nessuno, come ho fatto fino ad oggi, di arrecare insomma il minor disturbo possibile. Voglio pensare solo alle mie piante, ai fiori, e ai miei due cagnolini, due yorkshire, Molly e Yogy che sono tutto per me».
Enrico Giovannelli
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