Il Tirreno

Grosseto

È un freddo record Mai così da 30 anni

di Gabriele Baldanzi
È un freddo record Mai così da 30 anni

Sulla vetta dell’Amiata il termometro ha segnato -17,4 gradi

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GROSSETO. Il colpo di coda dell’inverno 2018 passerà alla storia, per il gelo record che da tre giorni ormai attanaglia l’Italia, Maremma compresa. Sulla vetta dell’Amiata, nella notte tra lunedì e martedì, il termometro del Centro funzionale regionale ha fatto segnare un clamoroso –17,4 gradi, picco di minima che non si registrava da oltre trent’anni. E anche ieri, per il secondo giorno consecutivo, la temperatura sulla montagna non è mai salita oltre i meno dieci. Stiamo parlando di misurazioni certificate, non empiriche. Il gruppo “Monte Amiata e dintorni”, per esempio, fissa a –19° l’estremo record delle ultime ore, ma ai fini annalistici valgono soltanto le cifre di Aeronautica militare, Lamma e Cfr.

La notte appena trascorsa a Grosseto, in centro, il termometro del Lamma è sceso a –4,8° (in altre zone, tipo Stiacciole, –6,4°), mentre a Giglio Castello la colonnina di mercurio è precipitata a –5,9°; –6,1° a Follonica. Minime record anche a Santa Fiora (-11,1°), Gerfalco (-10,5°) e Massa Marittima (-10,2). Inevitabili, in questi casi, i confronti con la storia, cioè con le misurazioni avviate negli anni Cinquanta. Il record assoluto di freddo, in provincia di Grosseto, è del 23 gennaio 1963. Quel giorno il termometro, sulla cima dell’Amiata, fece segnare –23 gradi, un record che a oggi risulta imbattuto. Non a caso quel mercoledì del 1963, da chi ama le statistiche e gli estremi metereologici, è definito (forse esagerando) il giorno più freddo di tutto il XX secolo. Luca Fibbi, del Cnr-Ibimet, conferma anche per Massa Marittima che l’estremo di minima risale proprio ai giorni 22-23 gennaio 1963, quando nella città del Balestro si toccarono i –12°. Tornando all’Amiata si scese solo (si fa per dire) a –17° il 10 gennaio del 1968. Tra il 4 e il 17 febbraio del 1955 (ma i dati stavolta non sono ufficiali), sempre in Vetta, la temperatura andò più volte a –18°, mentre Grosseto in quei giorni toccò i –9,5°. Nel 1985, l’anno della grande neve, più che il picco termico della Vetta (un notevole – 20°) fu la sequenza di giorni freddissimi a meritare la segnalazione tra i fenomeni estremi. «Grosseto – conclude Fibbi – l’11 gennaio 1985 fece segnare il record assoluto (dal 1950 a oggi) al termometro della Base Baccarini: –13,2°». Freddo da circoletto rosso, in cima al monte Amiata, anche il 6 febbraio 1991 (-16°), con cinque centimetri di neve a Grosseto. Altro record si registra a fine dicembre 1996, quando il termometro del capoluogo, (all’aeroporto militare) toccò i –10 gradi, record di dicembre dal 1944 a oggi). In quei giorni, sull’Amiata, si andò sotto i 20°. Il 1996, d’altra parte, portò la neve su tutta la costa maremmana. La nevicata fu abbondante a Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, sul litorale di Talamone e su quello di Follonica, come anche nel capoluogo. Più di recente da ricordare il 4-5 febbraio 2012, con il ritorno della neve in pianura, ma soprattutto il –15° in Vetta.

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