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Studenti trasferiti, infuria la polemica

Studenti trasferiti, infuria la polemica

Santa Fiora, Ciaffarafà (minoranza) attacca il sindaco: «Uno spreco costruire le medie». Balocchi: «Rispettiamo la legge» 

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SANTA FIORA. Il trasferimento degli studenti e la chiusura della scuola media di Santa Fiora infiamma il dibattito maggioranza opposizione, ma alla fine il sindaco Federico Balocchi sbotta: «La scuola non può essere un terreno di scontro politico. Il benessere degli studenti è un obiettivo comune».

Così il primo cittadino al capogruppo di opposizione Un Comune per tutti Riccardo Ciaffarafà che dopo la decisione sindacale di trasferire gli studenti al professionale, alla luce di una recente sentenza della Cassazione, perché la scuola media non ha i requisiti antisismici, aveva incalzato Balocchi dicendo che «il sindaco porta la responsabilità di aver aspettato tutto questo tempo prima di decidere l’evacuazione» e rammenta vari interventi della minoranza in proposito che ne chiedeva il trasferimento.

Ma soprattutto Ciaffarafà e i suoi tornano ad attaccare l’idea della costruzione di una nuova scuola media: «Sperpero di denaro pubblico da 1,4 milioni di euro per costruire un nuovo e inutile edificio, visto che ci sono moltissime aule vuote sia nell’edificio delle scuole elementari che delle scuole superiori e il sindaco ha dato la prova provata, con la tardiva evacuazione delle medie, che aule vuote e disponibili ci sono. A soluzione migliore rimane, secondo la nostra proposta, la ristrutturazione di una parte delle scuole elementari così da renderle sicure per tutti e creare un unico plesso scolastico». Infine chiede che la procura faccia chiarezza.

Ma Balocchi ribadisce che «lo stabile della scuola media non rispettava un parametro antisismico perché costruita prima del 2008. Non si paventavano crolli, ma la Cassazione ha affermato che gli stabili devono rispettare dei “numeri” e se non li rispettano è necessario chiuderli. E noi rispettiamo la legge. Il trasferimento in tre aule dello stabile del superiore è una soluzione non ottimale perché di emergenza, ma era la soluzione migliore che si potesse adottare. Ovviamente non ci sono le condizioni per rispettare i parametri di legge quanto al numero minimo di aule, anche per questo è necessario fare una nuova scuola, che nascerà presto, non graverà sulle tasche dei contribuenti neanche per un euro, grazie al finanziamento regionale e al decreto sbloccascuole».

A fronte di questo sottolinea: «Ciaffarafà non guarda al bene comune, non collabora a risolvere insieme i problemi, ma tenta di strumentalizzare, creare malcontento, inquinare in qualche modo le relazioni tra i cittadini. La coerenza non interessa al consigliere e voglio ricordare che soltanto a giugno 2017 dichiarava, al contrario di oggi, che l’edificio della media è a minor rischio sismico di tanti altri. Ricordo a Ciaffarafà che siamo stati tutti scelti dai cittadini con un mandato: fare gli interessi della comunità». (f.b.)

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